San Siro, il sindaco Beppe Sala ha deciso (forse) cosa fare se Milan e Inter se ne vanno

Il primo cittadino spera ancora di convincere i club a ristrutturare il Meazza, ma ora valuta un piano B. Con molte incognite

Milano, 14 febbraio 2024 – “Vendere San Siro”. È la prima volta che al sindaco Giuseppe Sala scappa questo verbo mentre parla del futuro dello stadio Meazza. Certo, il primo cittadino spera che Milan e Inter si convincano a ristrutturare la Scala del calcio e abbandonino i progetti di nuovi impianti a San Donato Milanese e a Rozzano, ma inizia anche a pensare al Piano B, cioè al destino di San Siro nel caso in cui i due club calcistici decidano di andare a giocare fuori Milano.

"Se Milan e Inter vanno via cosa faccio con San Siro? Dovrò trovare una soluzione e metterlo in vendita", afferma Sala, intervistato ieri pomeriggio su Corriere.it.

Una veduta di San Siro (Archivio)
Una veduta di San Siro (Archivio)

Il numero uno di Palazzo Marino non aggiunge altro, non chiarisce come e cosa vendere esattamente. Perché senza società calcistiche milanesi in campo a Milano, sarà difficile vendere il Meazza. Ma, molto probabilmente, il sindaco si riferisce a un’operazione più ampia: vendere San Siro, vincolato dalla Sovrintendenza, e l’area limitrofa, in modo che un privato possa ragionare su uno sviluppo urbanistico del terreno dove attualmente ci sono lo stadio, il parcheggio limitrofo e il Parco dei Capitani.

Sì, parliamo dell’area in cui Milan e Inter avrebbero voluto costruire un nuovo impianto e, al posto del Meazza, realizzare un distretto commerciale. Per pensare a uno sviluppo urbanistico del genere, però, bisognerà rivolgersi ad altri privati, a questo punto. Sempre che i club abbandonino veramente la Scala del calcio. Inutile correre troppo prefigurando scenari futuri. "Non è semplice oggi fare uno stadio in un territorio molto urbanizzato – sottolinea Sala –. È legittimo che le squadre cerchino la possibilità di fare un altro stadio perché si patrimonializzano ed è doveroso che io lo difenda".

Il sindaco insiste sull’ipotesi del restyling del Meazza, soprattutto se fosse veramente possibile realizzare i lavori di ristrutturazione evitando che Milan e Inter siano costretti ad andare a giocare altrove per due o tre anni. Ma i club per ora non si sono mai espressi a favore della ristrutturazione dello stadio.

Dal calcio alla musica

Sempre a proposito dell’area di San Siro, ma stavolta in tema di concerti in programma la prossima estate, bisogna registrare un parziale cambio di programma che non piacerà ai residenti del quartiere, in particolare agli esponenti del Coordinamento per la tutela del verde cintura urbana di Milano-Parco Ovest. Sì, perché gli show previsti alla Maura passano da due a tre. Gli organizzatori del festival I-Days, infatti, hanno comunicato tramite i loro canali social che il concerto della boy band sudcoreana Stray Kids previsto il prossimo 12 luglio non si terrà più all’ippodromo Snai San Siro ma nel più capiente ippodromo La Maura.

Il motivo è semplice: la prevendita per lo show del gruppo seguitissimo dai teenager è partita talmente forte che i promoter hanno capito di poter puntare su numeri più alti della capienza prevista nell’ippodromo Snai San Siro, circa 30 mila spettatori. Risultato: concerto spostato alla Maura, un impianto che può contenere fino a 80 mila spettatori. Nulla di vietato.

Nella delibera della Giunta comunale che regola il tema dei concerti estivi al Meazza e nei due ippodromi c’è solo un limite totale di show, 34, e la prossima estate ne sono stati fissati 30 finora, e il limite indicativo per la Maura è 10 concerti, mentre per ora ne sono stati programmati tre: Metallica il 29 maggio, Green Day il 16 giugno e Stray Kids il 12 luglio. Con i coreani verso il pienone. No, i residenti non la prenderanno bene.

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