Addio a San Siro, il Milan “gela“ Beppe Sala e compra l’area per il nuovo stadio. La replica: “Nulla cambia”

Il Comune: “Noi continuiamo a lavorare per la ristrutturazione del Meazza”. Ma anche l’Inter prosegue con l’operazione a Rozzano

Progetto stadio Milan a San Donato
Progetto stadio Milan a San Donato

Se il sindaco Giuseppe Sala, dopo l’appello per la ristrutturazione dello stadio di San Siro lanciato lo scorso 31 gennaio dall’aula del Consiglio comunale, si aspettava qualche segnale di apertura da Milan e Inter, dev’essere rimasto un po’ deluso. Perché ieri è trapelato che il Milan, giovedì, ha firmato il rogito per l’acquisizione dell’area San Francesco a San Donato Milanese dove dovrebbe sorgere il nuovo stadio rossonero. Un’operazione da 20 milioni di euro all’interno di un investimento da 40 milioni di euro che la Redbird del presidente milanista Gerry Cardinale è pronta a investire per predisporre tutti gli atti per la nuova Casa del Diavolo.

Ma anche dall’Inter i segnali non sembrano incoraggianti per Palazzo Marino. I vertici della società presieduta da Steven Zhang, infatti, una volta appresa la notizia del rogito del Milan per il terreno di San Donato, fanno sapere che l’Inter andrà avanti con il progetto di un nuovo stadio a Rozzano. La prelazione per l’area del gruppo Cabassi, poco distante dal Forum di Assago, scade ad aprile e potrebbe essere rinnovata. Il fronte nerazzurro, inoltre, aggiunge che ancora non è arrivata nessuna convocazione da Sala.

Sì, perché dopo la commissione Sport della scorsa settimana, il sindaco ha annunciato che avrebbe voluto parlare con i due club dell’ipotesi di restyling. Ma per ora non è stata fissata nessuna data (o date) per un confronto sul tema con i vertici dei due club. Le ultime parole del numero uno di Palazzo Marino preannunciavano un incontro (o più incontri, a seconda che Milan e Inter vogliano andare da Sala insieme o separatamente) per la prossima settimana. Si vedrà.

Il passo avanti dei rossoneri su San Donato, però, può essere letto anche con un’altra chiave. Sala, infatti, in aula ha chiesto al club di Gerry Cardinale di chiarire quali siano le sue intenzioni: il progetto di nuovo stadio fuori Milano è una scelta ormai irreversibile oppure c’è spazio per valutare altre ipotesi come il restyling della Scala del calcio? La firma del rogito sembrerebbe dare una risposta, seppur indiretta, al sindaco.

Da Palazzo Marino, in ogni caso, trapela tranquillità: "Per noi non cambia niente". Cioè il Comune continuerà a fare tutto il possibile per far restare Milan e Inter a San Siro. Una linea politica sostenuta anche dal capogruppo del Pd Filippo Barberis: "Per noi nulla cambia. Il Pd è contrario alla costruzione di un nuovo stadio a San Donato: un intervento insostenibile e impraticabile. Siamo determinati a trovare una soluzione positiva per San Siro, approfondendo le nuove e più sostenibili proposte di ristrutturazione del Meazza".

Barberis si riferisce al progetto di restyling di San Siro firmato dall’architetto Giulio Fenyves e promosso dal capogruppo di Forza Italia Alessandro De Chirico, che nota: "L’acquisto dell’area di San Donato da parte del Milan non cambia l’obiettivo, il Meazza va salvato. Spiace leggere commenti di alcuni colleghi che gioiscono per la notizia dell’acquisto del terreno". L’azzurro, molto probabilmente, punta il dito contro il segretario milanese e consigliere comunale della Lega Samuele Piscina, durissimo con il sindaco: "Sala ha fatto scappare da Milano una delle squadre più titolate al mondo".

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