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30 apr 2022

Sala sferza Meloni su europeismo e ambiente

Il sindaco alla conferenza di FdI: "Le politiche sovraniste rischiano di demolire l’idea di Europa". Ma conquista un applauso citando Tatarella

massimiliano mingoia
Cronaca
La leader di FdI Giorgia Meloni e il sindaco Beppe Sala alla cerimonia per Ramelli
La leader di FdI Giorgia Meloni e il sindaco Beppe Sala alla cerimonia per Ramelli
La leader di FdI Giorgia Meloni e il sindaco Beppe Sala alla cerimonia per Ramelli

di Massimiliano Mingoia

Il loro primo incontro della giornata è a metà mattina in via Pinturicchio, ai giardini dedicati a Sergio Ramelli. Il sindaco Giuseppe Sala e la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, uno di fianco all’altro, si fermano davanti al cippo e alla corona di fiori che ricorda il diciottenne del Fronte della Gioventù aggredito a colpi di chiave inglese da un commando di Avanguardia operaia il 13 marzo 1975 e morto dopo 47 giorni di agonia, il 29 aprile di 47 anni fa. Sala, a margine della cerimonia, sottolinea: "Prima delle ideologie devono venire le persone. La mia riflessione è che viviamo un tempo in cui queste tragedie dovute alle ideologie di fatto non ci sono più. Viviamo un tempo diverso e dobbiamo esserne felici". E a chi gli chiede come mai non indossi la fascia tricolore ai Giardini Ramelli, il primo cittadino replica così: "Non la metto neanche alle cerimonie per ricordare i morti di sinistra".

Cambio di location. Poco dopo le 16, Sala arriva alla Conferenza programmatica di FdI al MiCo. Sul futuro della leader della destra sovranista e conservatrice, però, il sindaco aveva già anticipato un’osservazione in via Pinturicchio: "Che la Meloni studi da premier mi sembra evidente, guida una forza politica che oggi è data come forza di maggioranza relativa in un futuro Parlamento". Chi si aspetta un discorso più duro sul palco del MiCo su FdI, però, resta deluso. Il primo cittadino targato centrosinistra più che attacchi pone domande, seppur retoriche, alla Meloni e ai suoi, in primis sull’identità “conservatrice’’. Ma una stoccata sull’europeismo critico della leader sovranista, a un certo punto, arriva: "In che senso il popolo italiano non è al contempo popolo europeo? Abbiamo verificato che le politiche sovraniste, pronte a esasperare una tensione collettiva, finiscono per cozzare le une contro le altre, rischiando di demolire l’idea stessa di Europa". Il numero uno di Palazzo Marino incalza FdI anche sulla transizione ambientale ("si intende conservare un modo di produrre l’energia e di vivere, che ha sfruttato il pianeta fino a mettere in forse la sopravvivenza delle specie?") e sui diritti civili ("un cittadino ha diritto ai diritti in ogni parte del mondo, oppure la cittadinanza è qualcosa di chiuso, di interdetto, di esclusivo?").

Alla fine, però, Sala si conquista l’applauso della platea sovranista citando "Pinuccio Tatarella, uno dei padri della destra italiana moderna, che diceva: il nemico è colui che o sconfiggi o ti sconfigge, mentre l’avversario lo puoi battere o ti può battere, ma il giorno dopo continua il confronto, la collaborazione". Il messaggio è chiaro: Sala si pone come avversario di FdI, non come nemico.

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