MARIANNA VAZZANA
Cronaca

Vertice sulla sicurezza a Milano. Il sindaco a Piantedosi: presidio fisso in Centrale. Poi l’attacco alla destra

Nel comitato per l’ordine pubblico, la linea di Sala in un video online: "Servono più agenti e telecamere, il Comune sta assumendo i vigili. Chi è al governo dimentica le richieste di dimissioni a Lamorgese"

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Milano – Sapere quanti agenti e dispositivi di sicurezza il Viminale destinerà a Milano. Sottolineando che in luoghi come la stazione Centrale "serve un presidio permanente". Questo chiederà oggi il sindaco Giuseppe Sala al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi all’incontro in Prefettura sul tema sicurezza, che arriva dopo una scia di reati, tra stupri e aggressioni, che hanno messo in allarme la città. Non manca l’attacco politico: "Ora che la destra è al governo , nessun esponente chiede le dimissioni del ministro dell’Interno. Ma ricordate l’epoca della Lamorgese?". Questo in sintesi l’intervento del primo cittadino sui canali social.

"Ognuno deve fare la sua parte. Certamente anch’io, anche il Comune. Ho fatto una promessa che sto mantenendo: 500 vigili in più. Lo scopo è arrivare a 3.350 agenti e ufficiali, si tratta del numero massimo mai raggiunto nella storia del Corpo. Entro fine anno saremo a metà dell’opera. Ma al momento io non conosco i numeri che mette in campo il Ministero dell’Interno". Con il ministro Piantedosi "ci incontreremo a Milano per coordinare un piano di controllo più efficace e stabile. Gli chiederò quali sono i numeri di agenti e i dispositivi di sicurezza che il Viminale intende impegnare sulla situazione milanese.

È evidente che ci sono luoghi sensibili in cui il controllo deve essere garantito con continuità. Faccio un esempio: la stazione Centrale. Avevamo concordato con il prefetto e il ministro Piantedosi di effettuare controlli mirati e ripetuti nella prima parte dell’anno, che sono stati fatti e che hanno dato risultati in termini di arresti. Ma dobbiamo essere consapevoli che serva un presidio permanente. Il piano che proporrò al ministro è una intensificazione e una stabilizzazione di questi interventi. Però questo ragionamento ha bisogno di numeri certi. Si tratta di fare, non solo di progettare".

Sul piano politico , "la destra sta facendo una campagna ignobile. Ma non possiamo non ricordare che finché il ministro degli Interni non apparteneva a un governo di centrodestra non hanno smesso un giorno di chiedere le dimissioni. Ricordate l’epoca della Lamorgese? Praticamente a ogni reato che si verificava. Ora che la maggioranza al governo è di centrodestra, non si sente un esponente chiedere al Ministero dell’Interno una cosa simile. Dove sono andati a finire tutti questi fenomeni? Ad abitare in Svizzera?".

Altra riflessione: se è vero che "gli sbarchi sono quadruplicati, siamo al contempo in un momento in cui si smantellano alcune misure cruciali come la protezione speciale, che fanno mancare il pezzo fondamentale del processo d’integrazione. Aggiungiamo poi che se chi commette i reati non viene fermato ma torna in circolazione nell’immediato, la sera stessa, qualcosa non va".

Anche il ministro Piantedosi si è pronunciato, intanto, a Lodi: "Il tema della percezione della sicurezza non è secondario. Domani (oggi, ndr ) sarò a Milano, vado per dare un contributo di doveroso aiuto. Si richiede che un ministro dia supporto all’autorità locale: è giusto che ce ne

facciamo carico".

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