Sala e il nodo urbanistica: "Imprese, rischio di fuga"

Il sindaco dopo la circolare comunale che rende più rigide le procedure "Ammissione di colpa? No. Ma gli operatori chiedono chiarezza sul futuro".

Sala e il nodo urbanistica: "Imprese, rischio di fuga"

Sala e il nodo urbanistica: "Imprese, rischio di fuga"

Le nuove procedure urbanistiche comunali fissate mercoledì in una circolare prevedono regole più rigide e tempi più lunghi per autorizzare i futuri progetti edilizi in città. Ma il sindaco Giuseppe Sala nega che questa stretta decisa da Palazzo Marino sia un’ammissione che l’amministrazione comunale condivida le tesi della Procura di Milano sulle 150 pratiche edilizie finite nel mirino dei magistrati dell’accusa: "No, assolutamente no. Io non credo che questo sia il momento delle ammissioni, perché noi abbiamo fatto tutto in buona fede e siamo convinti di essere stati nel giusto. Dopodiché, vedremo cosa deciderà la Procura". Il primo cittadino, però, subito dopo aggiunge che le nuove regole indicata dalla direttrice del settore Rigenerazione urnana di Palazzo Marino serviranno "per non creare danno a nessuno, vista la richiesta degli operatori del settore di andare avanti con più certezze. Con questo obiettivo, non possiamo che assumere un atteggiamento più prudente".

Il tema è delicato. Fino alla circolare, regnava l’incertezza sulla sponda dei dirigenti comunali del settore Urbanistica – firmare o no nuove autorizzazioni edilizie vista l’inchiesta in corso da parte della Procura? – sia da parte dei responsabili delle imprese edilizie intenzionate a investire a Milano. L’amministrazione comunale ha provato a sciogliere il nodo almeno per quanto riguarda le nuove pratiche. Sala, infatti, precisa che "la questione non riguarda solo il passato ma anche il futuro. I costruttori ci dicono: “E quindi? Noi come ci dobbiamo comportare?“. Il problema non riguarda solamente le pratiche già conosciute ma sul possibile rallentamento di nuove iniziative".

Il sindaco, però, non è convinto che questo basti per non creare danni allo sviluppo della città. Anzi, teme che si verifichi lo scenario contrario. Infatti, quando un cronista gli chiede – a margine della presentazione del Milan Longevity Summit – se le pratiche pratiche edilizie più complicate riusciranno comunque a sbloccare la situazione sui progetti urbanistici futuri, Sala replica con queste parole: "Sì, ma bisogna capire come. Perché se sbloccare vuol dire allungare di molto i tempi e porre dei limiti, è anche possibile che gli operatori decidano di andare a investire altrove".

Insomma, non è da escludere una fuga da Milano da parte degli investitori immobiliari, preoccupati per l’aumento della burocrazia comunale sul fronte delle autorizzazioni edilizie. Uno scenario che, naturalmente, il Comune vorrebbe scongiurare. Ma che per ora non è in grado di fare, perché l’inchiesta della Procura è ancora in corso e, invece che fermarsi, sembra allargarsi ogni giorno che passa a nuove pratiche e nuovi cantieri. Per ora non resta che limitare i danni sull’incertezza totale che regnava sulle procedure future prima della circolare comunale di mercoledì.

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