Milano, 22 settembre 2015 - Emilio Fede deve essere condannato a una pena piu’ severa rispetto a quella - 4 anni e 10 mesi di reclusione - inflittagli dalla corte d’appello di Milano nell’ambito del processo  Ruby bis (LE TAPPE DELLA VICENDA). E’ quanto ha chiesto il sostituto pg di Cassazione Ciro Angelillis davanti ai giudici della terza sezione penale della Suprema Corte. Il magistrato, infatti, ha chiesto di annullare la sentenza d’Appello “limitatamente al punto in cui ha escluso la responsabilita’ di Fede per il reato di favoreggiamento della prostituzione minorile”. L’ex direttore del Tg4, infatti, nel processo di secondo grado si era visto riqualificare il reato a lui contestato da favoreggiamento della prostituzione di minorenni a quello di favoreggiamento della prostituzione di maggiorenni. «Non si possono negare ad un uomo di 84 anni, incensurato, le attenuanti generiche, a fronte del fatto che sono state accordate alla Minetti che aveva addirittura un ruolo istituzionale come consigliere regionale: credo che ci siano tutti gli elementi per annullare la condanna a carico di Emilio Fede». Lo ha chiesto l'avvocato Maurizio Paniz, difensore dell'ex direttore del Tg4, ai giudici della Cassazione. Al termine dell'udienza, in Camera di Consiglio, i giudici dovranno decidere se confermare o meno il verdetto emesso dalla Corte di Appello di Milano il 13 novembre 2014. In primo grado, Fede era stato condannato a 7 anni. Il collegio, presieduto da Claudia Squassoni esaminera' i ricorsi presentati dalla Procura generale di Milano e dai due imputatiLa camera di consiglio si preannuncia molto lunga: i giudici, infatti, dovranno pronunciarsi, oltre che su questo processo, su altre 22 cause (tra udienze e pubbliche e udienze a porte chiuse) iscritte oggi a ruolo. Il verdetto, dunque, arrivera', presumibilmente, molto tardi.

MINETTI - Va confermata la condanna a 3 anni di reclusione inflitta all’ex consigliera della Regione Lombardia Nicole Minetti nell’ambito del processo Ruby bis. A sollecitarlo e’ stato il sostituto pg di Nicole Minetti (Foto Imagoeconomica)Cassazione Ciro Angelillis, chiedendo ai giudici della terza sezione penale della Suprema Corte di rigettare il ricorso presentato dall’imputata contro la sentenza pronunciata il 13 novembre dello scorso anno dalla corte d’appello di Milano. I giudici di secondo grado avevano riconosciuto a Minetti le attenuanti generiche e, dunque, avevano diminuito la pena nei suoi confronti dai cinque anni che le erano stati inflitti in primo grado a tre anni di reclusione. Il pg, durante la sua requisitoria, ha sollecitato anche il rigetto del ricorso del coimputato Emilio Fede, mentre ha chiesto l’accoglimento di quello presentato dalla procura generale di Milano , riguardante esclusivamente la posizione dell’ex direttore del Tg4.

MORA - Nel processo Ruby bis e’ gia’ passata in giudicato la condanna a 6 anni e 1 mese per l’ex ‘guru dei vip’ Lele Mora, che non ha impugnato in Cassazione la sentenza di secondo grado. Il verdetto dei supremi giudici dovrebbe arrivare in serata.

Dire che Fede non conosceva l’eta’ di Ruby contrasta con tutte le altre affermazioni contenute nella sentenza d’appello, che sono come tessere di un mosaico”. E’ quanto ha sostenuto il pg di Cassazione Ciro Angelillis, chiedendo ai giudici della terza sezione penale della Suprema Corte di annullare con rinvio la sentenza emessa dalla corte d’appello di  Milano nel processo  Ruby bis limitatamente alla posizione di Emilio Fede, che aveva avuto uno sconto di pena con la riqualificazione del reato in favoreggiamento di prostituzione di maggiorenni. Nella sentenza, ha sottolineato il magistrato, “si dice che Fede era il dominus dell’organizzazione delle serate: e’ lui che interpreta l’umore di Berlusconi - ha detto il Pg nella sua requisitoria - e’ lui che decide quando introdurre una ragazza e chi allontanare perche’ diventata troppo invadente”. Altra “tessera del mosaico”, secondo il pg, “sono le intercettazioni che dimostrano che c’erano ragazze che si prostituivano ad Arcore”.