Nicole Minetti (Foto Imagoeconomica)
Nicole Minetti (Foto Imagoeconomica)

Milano, 31 agosto 2015 - Il processo ‘Ruby bis’, con al centro il presunto «sistema prostitutivo» che sarebbe stato organizzato ad Arcore a favore di Silvio Berlusconi, approda in Cassazione. La Suprema Corte ha fissato, infatti, per il prossimo 22 settembre l’udienza a carico di Emilio Fede e Nicole Minetti, condannati in secondo grado rispettivamente a 4 anni e 10 mesi e a 3 anni di reclusione. Non sarà più imputato, invece, Lele Mora che con una mossa a sorpresa in appello ha rinunciato a difendersi nel merito chiedendo soltanto uno sconto di pena e, il 13 novembre 2014, è stato condannato a 6 anni e un mese. Nella pena inflitta, però, è stata compresa, come richiesto dalla difesa, anche la «continuazione» con il reato di bancarotta per il crac della Lm Management e per il quale l’ex talent scout aveva patteggiato 4 anni e 3 mesi nel 2011.

I giudici della terza sezione penale della Corte d’Appello di Milano, presieduta da Arturo Soprano, avevano abbassato, invece, la condanna per l’ex direttore del Tg4, difeso dai legali Maurizio Paniz e Alessandra Guarini, da 7 anni a 4 anni e 10 mesi, assolvendolo per una parte delle imputazioni (l’induzione alla prostituzione) e riqualificando altri fatti contestati. La pena per l’ex consigliera lombarda Minetti, difesa da Pasquale Pantano e Paolo Righi, invece, era stata portata da 5 anni a 3 anni con il riconoscimento delle attenuanti generiche. Dopo il deposito delle motivazioni e i ricorsi delle due difese, la Cassazione ha fissato il procedimento di terzo grado. Qualora le condanne venissero confermate né Fede né Minetti dovrebbero andare in carcere: il giornalista, infatti, ha 84 anni e data l’età potrebbe chiedere i domiciliari, mentre l’ex showgirl con una pena di 3 anni potrebbe chiedere l’affidamento in prova ai servizi sociali.