Giovane accoltellato dopo Milan-Cagliari: le versioni a confronto. Perché il gip crede al ferito

Ai domiciliari i tifosi rossoneri Alessandro "Shrek" Sticco, Islam Hagag e Claudio Magrini Il romeno colpito: prima dei fendenti, mi hanno dato qualche pugno e mi hanno tolto la maglietta

Un frame del video relativo all'episodio di violenza successivo a Milan-Cagliari

Un frame del video relativo all'episodio di violenza successivo a Milan-Cagliari

Milano, 15 maggio 2024 – La linea difensiva è comune: lui ha iniziato per primo, prendendo a bottigliate un altro ultrà della Curva Sud. Da lì sarebbe scattata la reazione a colpi di sedie e tavolini e con tre fendenti al fianco e all’inguine.

Peccato che del presunto primo tempo dell’episodio andato in scena nella tarda serata di sabato scorso in via Capecelatro non c’è alcuna traccia nei filmati finora acquisiti dagli investigatori della Digos. Le telecamere hanno invece ripreso l’aggressione al venticinquenne romeno Robert T., reduce dalla prima partita a San Siro come spettatore del terzo anello blu per la gara Milan-Cagliari.

Gli occhi elettronici hanno ripreso il raid messo in atto, secondo le accuse, da tre esponenti di primo piano del tifo organizzato rossonero arrestati 24 ore dopo con la formula della flagranza differita – Alessandro Sticco detto "Shrek", Islam Hagag alias "Alex Cologno" e Claudio Magrini – e da almeno altri cinque ultrà, di cui tre indagati a piede libero e due ancora da identificare.

Il racconto del tifoso colpito

"Al termine della partita – ha messo a verbale la vittima, che se l’è cavata con 15 giorni di prognosi – siamo andati al bar (con tre amici, ndr), nella zona dove poi sono stato aggredito, perché volevamo prendere qualcosa da bere prima di andare alla stazione della metropolitana per ritornare a casa. Avvicinandomi al bar, sono passato vicino a un gruppo di tifosi del Milan. Senza nessun motivo, sono stato aggredito da due persone, che mi hanno dato qualche pugno e mi hanno tolto la maglietta (con i simboli della curva appena acquistata, ndr). Per reazione sono tornato verso di loro e sono stato nuovamente colpito al volto con un pugno da uno di loro. Subito dopo, sono stato raggiunto da tante altre persone, 8-10 circa, e quindi sono scappato all’interno del ristorante (la pizzeria Al Meazza, ndr), dove gli stessi mi hanno inseguito e picchiato nuovamente. Poi mi sono reso conto di essere anche ferito con dei tagli, ma non so dire con cosa mi abbiano tagliato".

La versione degli indagati

Stando a quanto emerso dagli accertamenti, sarebbe stato Magrini ad assestare i fendenti: il diretto interessato ha ammesso di aver "lanciato una sedia" e di aver "preso un coltello dal tavolo, non so se l’ho colpito". Hagag ha dichiarato di aver cercato di calmare il ragazzo, "che stava lanciando bottiglie" e che avrebbe colpito alla testa uno dei tre denunciati, mentre Sticco ha aggiunto di aver lanciato un portafazzoletti e di aver tirato un calcio sul braccio del venticinquenne. I tre e tre hanno precisato che tutto sarebbe avvenuto solo all’interno del locale.

La convinzione del giudice

Per il gip Teresa De Pascale, che ha convalidato i provvedimenti e disposto i domiciliari per Magrini, Hagag e Sticco, le immagini non lasciano spazio alle interpretazioni: Robert T. è stato aggredito con calci e pugni e accoltellato, al termine di un’aggressione iniziata fuori dalla pizzeria e proseguita all’interno.

"Quanto, invece, all’asserita difesa posta in essere dal gruppo per sedare l’agitazione e il comportamento violento di T. – scrive il giudice –, siffatta circostanza risulta palesemente smentita da quanto immortalato nel video".

Le esigenze cautelari sono giustificate dal fatto che i tre "hanno dimostrato di non saper contenere i propri impulsi aggressivi e violenti, anzi sprigionati proprio in occasione di manifestazioni sportive, avvalendosi della peculiare forza intimidatrice del gruppo di appartenenza". 

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