Rogoredo, piazza della droga e regno del degrado umano. L’esperto: “I clienti sono sempre più giovani”

Nell’ultima operazione arrestati tre spacciatori sotto la tangenziale, vicino ai binari e in un’area dismessa Lo psicologo Feder: “Anche minorenni a caccia di dosi”

Un ventenne tra i disperati a caccia di droga nella zona di fronte al boschetto ripulito

Un ventenne tra i disperati a caccia di droga nella zona di fronte al boschetto ripulito

Milano – “Non c’è solo lo spaccio di droga: c’è tutto il contesto, il degrado fisico ma soprattutto umano, su cui intervenire. Oltre ai controlli deve esserci un cambiamento alla base: occorre rendere più snello tutto il sistema dei servizi e della presa in carico di chi, a fatica, riusciamo a far uscire dal buio per entrare in percorso di cura".

Ne è convinto Simone Feder, psicologo del “Team Rogoredo", ogni mercoledì sera attivo in via Sant’Arialdo, di fronte all’area dell’ex Boschetto della droga. Dopo la stretta di 4 anni fa, quella porzione di verde è risorta ma i pellegrinaggi a caccia di dosi non si sono mai fermati, spostandosi nella distesa di terra accanto ai binari dell’Alta velocità e sotto i ponti della tangenziale.

"E sono aumentati i giovani a caccia di dosi – evidenzia Feder –: vedo sempre più ventenni e anche minorenni, alcuni stranieri non accompagnati". Anche se l’attività di contrasto allo spaccio e, parallelamente, di assistenza ai tossicodipendenti, continua. Giovedì, nel servizio straordinario anti droga tra le stazioni ferroviarie di Rogoredo e di San Donato Milanese disposto dal questore Giuseppe Petronzi, e che segue gli interventi di novembre e dicembre, la polizia ha arrestato tre pusher: un tunisino di 56 anni e due marocchini di 59 e 26 anni, rispettivamente operativi sotto il ponte della tangenziale, vicino ai binari e a uno stabile abbandonato. In più ha sequestrato in totale 87 grammi di eroina, 15 di cocaina e 30 di hascisc. Trovati anche 1.650 euro. Gli agenti di Squadra Mobile, Commissariato Mecenate e Polizia Ferroviaria hanno controllato 230 persone, di cui 49 con precedenti di polizia. Nelle ultime tre settimane gli arresti sono stati undici.

"Bene questi controlli. Ma il fenomeno – conclude Feder – non si arresta perché è alimentato dalla disperazione: come fare a sconfiggerla? Con la tempestività e la flessibilità. Oggi ci sono lunghe attese per accedere ai servizi di cura: per la presa in carico di una persona in un Sert possono passare anche due mesi. Io ho accompagnato in ospedale ragazzi di 20, 22 anni, con infezioni da abuso di stupefacenti. E poi ribadisco che non si sa esattamente che tipo di sostanza venga venduta dai pusher. Di conseguenza anche l’intervento di aiuto rallenta".

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