Ristorazione e catering “L’Abile chef“ si amplia. Nuovo spazio e attrezzi

A Milano, giovani con disabilità intellettive partecipano ai corsi di ristorazione e catering di "L'Abile Chef", ampliati grazie al supporto di Assimoco. Obiettivo: prepararli per il mondo del lavoro. Grazie al progetto, diversi partecipanti hanno già trovato impiego nel settore. La cooperativa Namastè offre formazione e opportunità lavorative, promuovendo l'inclusione e la sostenibilità.

Ristorazione e catering “L’Abile chef“ si amplia. Nuovo spazio e attrezzi

Ristorazione e catering “L’Abile chef“ si amplia. Nuovo spazio e attrezzi

Corsi di ristorazione e servizio catering per giovani con disabilità intellettive. Sono realtà nel nuovo spazio di via Signorelli, in zona Sarpi, dedicato alla preparazione dei pasti con attrezzature da cucina professionali: qui si tengono le lezioni per i partecipanti dell’iniziativa “L’Abile Chef“, fondata dalla cooperativa sociale Onlus Namastè e che ora si è potuta ampliare, grazie al bando ideeRete del Gruppo Assimoco. E, a seguire i ragazzi, ci sono tre chef professionisti. L’obiettivo è insegnare a giovani con disabilità intellettiva, specialmente a giovani donne, come organizzare e gestire un catering gourmet in sedi di aziende milanesi. La cooperativa fornisce ai ragazzi e ragazze una formazione accurata, mettendoli subito all’opera, ricreando un ambiente lavorativo a tutti gli effetti, in modo da renderli totalmente autonomi e preparati al loro ingresso nel mondo del lavoro. Oggi sono coinvolte nel progetto 21 persone tra i 18 e i 46 anni. Altre che le hanno preceduti hanno trovato già un impiego nel settore della ristorazione e del servizio catering.

Con il contributo del bando ideeRete emesso dal Gruppo Assimoco, è stato ristrutturato un nuovo e più ampio spazio per i partecipanti, tra cui L., venticinquenne di origine straniera, segnalata alla cooperativa attraverso il servizio sociale Celav. Arrivata in Italia con la sua famiglia quando aveva 10 anni, ha sempre avuto qualche difficoltà nell’apprendimento tanto da avere il sostegno a scuola ma non le era mai stata fatta una diagnosi. "Dare un nome alla sua disabilità le ha permesso di accettarsi e di capire cosa realmente le piace e è nelle sue corde anche nell’ambito lavorativo", spiegano da Namastè. Inserita nel progetto “L’abile chef“, ora ha un contratto di lavoro, si occupa di servizi catering, allestimento e servizio alle persone. I suoi punti di forza? "Cordialità e gentilezza". Poi c’è Anna, italiana di 23 anni, indirizzata alla cooperativa dai Servizi sociali. "Il team di Namastè ha riconosciuto in lei grandi capacità organizzative e di coordinamento. Oggi Anna ha una grande autonomia e maturità e lavora come banconista in una grande catena di ristoranti".

Alessia Borrelli, del Gruppo Assimoco, sottolinea che "il bando, giunto alla sua seconda edizione, si focalizza su favorire il lavoro, generare benessere e coltivare il verde". E “L’abile chef“, aggiunge Teresa Scorza, presidente di Namastè, aggiunge: "Questo progetto rappresenta per noi un punto di svolta importante perché, oltre a permetterci di rendere gli ambienti di lavoro più idonei e funzionali, ci consente di erogare una formazione di alto livello coinvolgendo sia professionisti del settore che aziende clienti attente ai temi dell’inclusione e della sostenibilità. Crediamo fortemente che il lavoro sia un diritto di tutti e che, grazie ad una preparazione e ad una formazione idonea, chiunque possa avere accesso al mondo del lavoro".

M.V.

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