ANDREA GIANNI
Cronaca

Il rider Giuseppe Di Maggio e la consegna da incubo: “Schiaffi e insulti per 3,70 euro di guadagno”

Milano, l’aggressione in un palazzo del Lorenteggio: “Denuncia impossibile, la piattaforma di delivery non fornisce i dati del cliente per questioni di privacy”

Giuseppe Di Maggio

Giuseppe Di Maggio

Milano – Prima gli insulti al citofono, poi le minacce e l’aggressione fisica, con schiaffi sul casco e spintoni. "In passato ci sono già stati episodi spiacevoli – spiega Giuseppe Di Maggio – ma è la prima volta che si arriva a questi livelli, per una consegna che mi avrebbe fruttato un guadagno di soli 3.77 euro". Giuseppe è un rider di Deliveroo, già protagonista di battaglie sindacali con la Uiltucs, che sabato sera ha subito un’aggressione in largo Cavalieri di Malta, zona Lorenteggio. Un episodio che, secondo quanto ha riferito il fattorino, è avvenuto durante la consegna della spesa nella casa di una cliente della piattaforma del delivery.

L’aggressione

“Quando ho suonato il campanello – racconta il rider – la cliente ha risposto ordinandomi di salire all’ottavo piano per portarle la spesa. Di fronte alle mie obiezioni, perché per contratto siamo tenuti solo a consegnarla al piano terra o al limite a lasciarla nell’ascensore, ha iniziato a insultare e ha fatto scendere un uomo che, non appena mi ha visto, ha iniziato a spintonarmi e a colpirmi con schiaffi sul casco. Ho capito subito che la situazione stava degenerando, e così ho lasciato lì la spesa e me ne sono andato. Nel frattempo ho avvisato Deliveroo dell’accaduto, e mi hanno detto che avrebbero chiuso l’account del cliente. Ancora adesso sono dolorante a causa delle manate sul casco".

Denuncia impossibile

Giuseppe Di Maggio ha cercato di recuperare i dati della persona che lo ha aggredito, per sporgere denuncia alle forze dell’ordine, ma si è trovato davanti a un muro. "L’assistenza di Deliveroo ha negato, per motivi di privacy, ulteriore supporto per far sì che Di Maggio potesse tutelarsi a seguito dell’aggressione", spiega Mario Grasso, sindacalista della Uiltucs. "Questo è il frutto della gestione di un rapporto di lavoro che ha cancellato il lato umano – prosegue – e che conferma ancora una volta come i rider abbiano bisogno di diritti e tutele. Chiediamo all’azienda un segnale forte per far sì che episodi del genere mettano la tutela del rider al primo posto. Per quanto ci riguarda continueremo a dare il supporto necessario ai rider che vogliono avere una voce collettiva a tutela dei propri diritti". La richiesta è quella di poter effettuare consegne in sicurezza, senza subire aggressioni. Episodi che si aggiungono al rischio di incidenti stradali, altissimo su strade trafficate come quelle di Milano.

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