"Restituite il cortile ai 350 bimbi della Diaz"

Il cortile dell'Istituto Comprensivo Diaz di Milano è stato dichiarato inagibile a causa di radici pericolose e panchine rotte. Le famiglie chiedono intervento urgente al Comune per garantire ai bambini il diritto di giocare in sicurezza.

"Restituite il cortile ai 350 bimbi della Diaz"

"Restituite il cortile ai 350 bimbi della Diaz"

Radici sporgenti pericolose, panchine rotte e sacchi della pattumiera: così si presenta il cortile dell’istituto comprensivo Diaz di via Crocefisso, che è stato dichiarato inagibile. Le famiglie dei 350 bimbi che frequentano la scuola elementare chiedono al Comune un intervento urgente. "Da oltre 20 anni la dirigenza chiede di mettere in sicurezza il cortile interno – spiegano – e adesso per otto ore i bambini sono costretti a restare in classe". A far scattare il divieto di utilizzo del cortile è stato l’esposto della mamma di un bambino che è inciampato, battendo la testa. "È stato chiamato il perito interno all’Istituto, che ha evidenziato quello che tutti, dalla dirigenza al corpo docenti, sapevano: il cortile non rispetta le norme di sicurezza – spiegano –. Le radici degli alberi sono sporgenti, non c’è più manto erboso, ci sono lamiere che fuoriescono dal terreno, panchine rotte, zone che non sono delimitate in cui i bambini rischiano di cadere".

"Questo spazio, fino a oggi, seppur con tutte le sue criticità, ha rappresentato l’unica valvola di sfogo per i piccoli che, come anche l’Oms ha scritto ripetutamente e i neuropsichiatri infantili hanno sottoscritto, hanno assoluta necessità di avere momenti di gioco libero all’aperto durante l’orario scolastico – sottolineano le famiglie –. Ora, invece, con l’arrivo della bella stagione saranno costretti a rimanere ostaggio nelle loro classi". È partita una raccolta firme sul sito change.org, le famiglie stanno mettendo a punto un progetto di ripristino, che finanzierebbero almeno in parte con i fondi della cassa genitori, mentre i bambini, con il sostegno delle insegnanti, hanno firmato una lettera per chiedere che venga restituito loro "il diritto di giocare, il diritto di essere bambini".

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