A Milano crescita “preoccupante” di rapine, furti ed estorsioni: “Tante bande fluide di giovani”

Le parole del presidente della corte d’Appello, Giuseppe Ondei e il quadro dei reati della procuratrice generale Francesca Nanni. L’allarme: ’ndrangheta infiltrata nelle imprese

I reati contro il patrimonio sono "in preoccupante aumento" nel capoluogo (foto di repertorio)

I reati contro il patrimonio sono "in preoccupante aumento" nel capoluogo (foto di repertorio)

Rapine, furti ed estorsioni. Nel distretto giudiziario milanese, i procedimenti per i reati contro il patrimonio sono "in preoccupante aumento", seguiti subito dopo dai "processi per i reati-spia indicati dal codice rosso come quelli relativi alla libertà sessuale, ai maltrattamenti in famiglia e agli atti persecutori". Il presidente della Corte d’Appello di Milano Giuseppe Ondei ne ha parlato ieri mattina in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, alla quale hanno preso parte, tra gli altri, anche il presidente del Senato Ignazio La Russa e il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana.

Nell’Aula Magna del palazzo di Giustizia, la cerimonia si è aperta ricordando il 27 gennaio. "Oggi si celebra il giorno della Memoria – ha detto Ondei –, a ricordo di un periodo storico in cui la dignità umana è stata calpestata, in cui il diritto e la giustizia sono stati ignorati". Come ha poi sottolineato la procuratrice generale Francesca Nanni, che ha preso la parola poco più tardi nel corso della mattinata, tra il 2022 e il 2023 si è registrato "fortunatamente" un "fortissimo calo" degli "omicidi nei confronti di vittime femminili", il cui numero resta comunque "ancora troppo alto e intollerabile", mentre sono aumentati nell’ultimo anno, oltre ai reati in materia di inquinamento e rifiuti, anche gli infortuni mortali sul lavoro.

Nella sua relazione, poi, Nanni evidenzia anche l’"accentuazione del carattere imprenditoriale" dei clan della ‘ndrangheta, che ha "implicato la necessità per la Dda di occuparsi di reati finanziari caratterizzati dall’aggravante dell’agevolazione mafiosa". Ondei, in uno dei passaggi del suo discorso, dopo avere sottolineato la carenza di organico "in tutti gli uffici del distretto", ha anche parlato di una "bulimia riformatrice, in cui una grande riforma divora la precedente, già dimenticata, senza mai considerare i risultati ottenuti, anche per valorizzare i lati positivi e correggere gli altri.

Si ignora – ha aggiunto – il principio basilare per cui anche la giustizia, come qualsiasi organizzazione, richiede una certa stabilità". Accennando poi al caso di di Artem Uss, l’imprenditore russo evaso dai domiciliari lo scorso marzo, e al procedimento disciplinare a cui sono stati sottoposti tre giudici dal ministero della Giustizia in seguito alla vicenda, Ondei ha sottolineato che "è fermo il principio che il magistrato non può mai essere sanzionato soltanto per aver svolto una normale attività interpretativa".

Di una vicenda di cronaca ha parlato anche la procuratrice generale Nanni, facendo riferimento al caso di Erba e alla revisione del processo voluta dal procuratore generale Cuneo Tarfusser. "Quando in un processo mediatico l’opinione pubblica si divide tra innocentisti e colpevolisti – ha scritto nella sua relazione –, ciò in genere avviene sulla base di elementi processuali a carico dell’imputato o a suo favore, per impressioni di simpatia o antipatia, o peggio, per adesione ideologica. E il clima generale rischia di influenzare negativamente la qualità degli stessi provvedimenti giudiziari".

Tra i temi approfonditi nella relazione, vi è anche poi "il fenomeno particolarmente preoccupante" delle "bande fluide" di giovani che "si aggregano e si sciolgono alla velocità dei ritmi dettati dal web e dai social network, per girare un video musicale o per una ritorsione a fronte di un presunto “sgarro”". Alla cerimonia è intervenuto anche il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano Antonino La Lumia, che ha voluto ricordare la necessità di "riaffermare l’essenzialità della funzione difensiva e la cultura del giusto processo.

L’Avvocatura – ha detto, riferendosi all’inchiesta a carico del legale Alessia Pontenani, difensore di Alessia Pifferi – non abbasserà mai la guardia, opponendosi con forza anche agli inaccettabili cortocircuiti". Lasciando l’Aula Magna, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha parlato con i giornalisti della "particolare emozione", che ha provato "da avvocato del foro di Milano, oggi sospeso", per "una cerimonia densa di contenuti".

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro