PIERO
Cronaca

Quello zaino sbattuto in faccia nella carrozza Mm affollata

Lo zaino è diventato un accessorio indispensabile per tutti, dai professionisti ai giovani studenti. Tuttavia, il suo uso in luoghi affollati come i mezzi pubblici può creare disagi agli altri passeggeri. La Atm invita alla buona creanza, chiedendo di togliersi lo zaino per fare spazio.

Lotito

Tutti inzainati, perché è comodo e spiccio. Ti getti il peso sulle spalle e vai tranquillo per la città a mani libere. Avrebbero dovuto immaginarlo, i soldati delle vecchie guerre, che il loro carico a volte comprendente pala e piccone avrebbe avuto un grande futuro. Oggi lo zaino è insostituibile capo di abbigliamento: lo indossano uomini d’affari in giacca, cravatta e monopattino, i ragazzi non ne parliamo, lo portano mature signore e anziani claudicanti, ne sono soggetti scolaretti e studenti (stracarichi quelli dei primi, flosci e minuscoli quelli dei secondi). Lo zaino è oggi per la quasi totalità della popolazione quel che per la chiocciola è la conchiglia: casa, magazzino, bottega. Dentro il sacco (un tempo era così chiamato) si trasporta di tutto: biancheria, libri, computer, telefoni e relativi caricatori, roba da mangiare. Ai lati, borraccia e ombrello. Ci sono perfino gli zaini muniti di ruote: all’occorrenza, vi si sfila un manico e li si trasforma in versatili trolley. Un oggetto di straripante popolarità, astutamente adottato in ogni passerella di moda. Anche la Atm si è di recente accorta del fenomeno, e nelle carrozze della metropolitana diffonde un invito alla buona creanza: "Facciamo spazio alle buone maniere, togliamoci lo zaino se viaggiamo insieme". Già, perché nei treni affollati lo zaino in spalla si trasforma facilmente in una specie di falcione tagliaerba: basta che il portatore accenni a un mezzo giro sui tacchi perché l’immancabile borraccia sbatta in faccia ai vicini di viaggio. Senza contare lo spazio che viene sottratto alla capienza di una carrozza. Basterebbe sfilarselo al momento di mettervi piede e poi tenerlo a terra. Ma è stato mai visto un ciclista che scenda di sella al momento di passare sulle strisce pedonali?

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