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12 lug 2020

Quei camici e il conflitto di interessi: per la Procura la Regione sapeva

Secondo la ricostruzione dei pm, alla centrale acquisti sarebbe stata "consigliata" la società Dama 

12 lug 2020
anna giorgi
Cronaca
Andrea Dini, al timone della «Dama» e cognato del presidente della Regione Attilio Fontana, 68 anni
Andrea Dini, al timone della «Dama» e cognato del presidente della Regione Attilio Fontana, 68 anni
Andrea Dini, al timone della «Dama» e cognato del presidente della Regione Attilio Fontana, 68 anni
Andrea Dini, al timone della «Dama» e cognato del presidente della Regione Attilio Fontana, 68 anni
Andrea Dini, al timone della «Dama» e cognato del presidente della Regione Attilio Fontana, 68 anni
Andrea Dini, al timone della «Dama» e cognato del presidente della Regione Attilio Fontana, 68 anni

Milano, 12 luglio 2020 - Ci sarebbero nuovi spunti ritenuti interessanti a sostegno dell’ipotesi della Procura e cioè che non erano in pochi in Regione a sapere del conflitto di interessi legato alla fornitura di camici e di altri dispositivi di protezione per oltre mezzo milione di euro da parte di Dama Spa, l’azienda di cui è titolare Andrea Dini, il cognato del governatore Attilio Fontana. E nella quale la moglie del governatore ha il 10% delle quote. Altri dettagli sono emersi in queste ore dai documenti raccolti dalla guardia di finanza. Si tratta di documenti, tra cui documenti fiscali, storno fatture, che non lascerebbero dubbi sul fatto che quell’ordine diretto di materiale a Dama Spa, sia stato tramutato in corso d’opera in donazione e rappresenterebbero una conferma che, negli ambienti regionali, erano in tanti a sapere che l’azienda è legata alla famiglia del presidente lombardo e che quindi quella commessa era quanto meno inopportuna. Secondo l’indagine, la documentazione che il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di finanza ha acquisito in questi giorni e che man mano sta trasmettendo ai pm Luigi Furno, Paolo Filippini e Carlo Scalas, e all’aggiunto Maurizio Romanelli, da un primo esame consentirebbe di aggiungere tasselli in più alla ricostruzione di inquirenti e investigatori. Nel fascicolo sarebbero entrate ulteriori prove, sempre a riscontro dell’ipotesi accusatoria, le carte confermerebbero anche che Dini, una volta trasformata la fornitura di 75 mila camici in donazione, ne avrebbe consegnati solo 50mila, cercando di vendere i 25mila rimasti. Inoltre agli atti ci sono la registrazione integrale del servizio giornalistico di Report da cui è nato il caso giudiziario. La vicenda sarebbe stata rivelata, si è saputo in ambienti vicino al dossier, da un insospettabile che conosce bene i meccanismi all’interno della macchina burocratica. Nell’inchiesta Filippo Bongiovanni, il direttore generale ...

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