Francesco D’Ambrosio con la moglie davanti al Pio Albergo Trivulzio
Francesco D’Ambrosio con la moglie davanti al Pio Albergo Trivulzio

Milano, 23 maggio 2020 - «Mia mamma è entrata al Trivulzio per un intervento e adesso è ridotta a uno scricciolo, pelle e ossa. È come una candela che si sta spegnendo lentamente, vogliamo almeno avere la possibilità di stringerle la mano e darle l’ultimo saluto". Francesco D’Ambrosio, pensionato, ieri si è presentato davanti al Pat con la moglie e un cartello con una scritta: “La mamma vuole vedermi“. La signora Elsa Del Sole, 98 anni da compiere il primo giugno, tre figli e numerosi nipoti, è uno degli ospiti della Rsa che sta combattendo contro il coronavirus.

Quando è entrata al Pat sua madre?
"Lo scorso gennaio era a casa con la badante quando si è alzata dal letto, è caduta e ha riportato la frattura del bacino. Il 22 gennaio è entrata al Trivulzio per le cure e la fisioterapia, stava rispondendo in maniera positiva fino a quando si contagiata e ha iniziato a stare male. L’8 marzo siamo andati a trovarla per l’ultima volta, poi hanno sospeso le visite. All’inizio non facevano il tampone, dicevano che non ne avevano. È stato fatto solo ad aprile".
Come riuscite ad avere contatti con lei?
"Attraverso le videochiamate. Adesso, però, non esiste più la possibilità di prenotarsi e dobbiamo attendere che ci contatti la struttura. Una volta è scoppiata a piangere e ha detto che voleva tornare a casa. Ho chiesto per lei un supporto psicologico ma la dottoressa ha detto di no. Per questo ho scritto anche alla direzione sanitaria, denunciando il fatto che viene negato un diritto del paziente".
Che cosa chiedete?
"Noi vogliamo rivederla, con tutte le precauzioni possibili. Ci devono mettere nelle condizioni di poterle stringere la mano portando un po’ di conforto. Le sue condizioni sono stazionarie ma è come una candela che si sta spegnendo. Abbiamo deciso di manifestare per questo, per ottenere il diritto di poterla salutare, almeno per una volta".