Crisi dei pronto soccorso, stop totale ai medici gettonisti: “Era un modello iniquo”

Bertolaso: “Atto dovuto, ora al lavoro per aumentare la paga ai dipendenti”. I medici delle cooperative lavorano negli ospedali con paghe pagati molto più di alte rispetto alla media

Nelle strutture pubbliche il ricorso selvaggio ai gettonisti per coprire carenze d’organico ha causato extracosti e ingiustizie
Nelle strutture pubbliche il ricorso selvaggio ai gettonisti per coprire carenze d’organico ha causato extracosti e ingiustizie

Ieri la Giunta regionale ha varato uno dei provvedimenti più attesi dell’era Guido Bertolaso alla sanità lombarda: lo stop definitivo ai "gettonisti", ossia medici e infermieri che lavorano nelle strutture sanitarie pubbliche tramite cooperative contrattualizzate, remunerati in base alle presenze (a "gettone").

E remunerati, da che il fenomeno, pre-esistente soprattutto negli ospedali più periferici, è esploso con la pandemia, molto più dei colleghi "strutturati", cioè assunti: un medico gettonista arriva a essere pagato "tre volte più di un operatore del pubblico", denunciava a marzo il ministro della Salute Orazio Schillaci, poco prima di approvare, col dl Bollette, una prima stretta alle coop, limitandone il ricorso a casi di "necessità e urgenza", a 12 mesi non rinnovabili, alle "aree critiche" come i pronto soccorso, ai medici specializzati e bloccando le porte girevoli ai numerosi che negli anni si sono licenziati solo per rientrare, magari nello stesso ospedale, da gettonisti, con una paga più alta e pure il potere di rifiutare turni “scomodi“ attraverso "cooperative nate come funghi", denunciava un anno fa un Bertolaso appena nominato assessore al Welfare, introducendo dal 2023 un primo obbligo, per le strutture, di farsi autorizzare i nuovi contratti.

Superato dalla delibera "immediatamente esecutiva" approvata ieri su sua proposta (insieme al Piano sociosanitario 2023-27 che ora proseguirà l’iter in Consiglio regionale): i contratti in essere andranno a scadenza senza alcuna possibilità di proroga e non sarà possibile attivarne di nuovi. "Un atto dovuto - ha commentato Bertolaso -, che va a riequilibrare un modello iniquo.

Un doveroso segno di rispetto verso il personale che lavora negli ospedali con gli stipendi che purtroppo ben conosciamo", osserva, sottolineando come "la Lombardia sia la prima Regione a intraprendere questo percorso che, ne sono certo, verrà adottato anche dalle altre".

Anche perché il ministro Schillaci, a inizio ottobre, aveva chiesto loro un’ulteriore stretta. "Sono in costante collegamento col ministro per condividere un percorso che porti a ulteriori interventi in materia di fiscalità ed emolumenti per medici e infermieri", ha spiegato l’assessore, chiarendo che per coprire i buchi lasciati dai gettonisti si potranno continuare a reclutare medici con incarico libero-professionale, in base a principi approvati sempre ieri cui gli enti del servizio sanitario regionale dovranno attenersi nelle selezioni, a evidenza pubblica e comparative, anche col costo orario dei professionisti dipendenti.

L’operazione gettonisti incassa anche un plauso dall’opposizione: "D’accordo con Bertolaso, è un atto dovuto – commenta il capogruppo del Pd Pierfrancesco Majorino –. Ma ora abbia il coraggio di affrontare le liste d’attesa introducendo subito, e non nel 2027, il Cup unico con una regola chiarissima: i privati che non vi entrano non ricevano alcuna forma di finanziamento".

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