ROBERTA RAMPINI
Cronaca

Pronto soccorso no stress: a Garbagnate c’è il caring assistant

La nuova figura aiuta a gestire meglio le attese, evitando tensioni fra gli utenti e mantenendo i rapporti con familiari e caregiver

Marco Bosio, direttore generale dell' Asst Rhodense

Marco Bosio, direttore generale dell' Asst Rhodense

Garbagnate Milanese (Milano) – “Buongiorno, come posso aiutarla?". Non sappiamo se dirà esattamente così, certamente il tono sarà cordiale nel dare informazioni, notizie sul percorso di presa in cura e relativi tempi d’attesa, per evitare inutili situazioni di nervosismo e angoscia.

Per migliorare l’attività nei pronto soccorso dell’Asst Rhodense, la direzione aziendale ha deciso di inserire una nuova figura: quella del ‘caring assistant’. Dai giorni scorsi è in servizio al pronto soccorso dell’ospedale di Garbagnate Milanese e dal mese di maggio anche nel presidio ospedaliero di Rho.

Di cosa si tratta? Il ‘caring assistant’ di pronto soccorso è un operatore socio sanitario che è stato appositamente formato e si occupa degli aspetti relativi all’accoglienza dei cittadini, sarà presente nelle sale di attesa del pronto soccorso, dalle 7.00 alle 21.15, con il compito di dare informazioni relative alla logistica e all’organizzazione del reparto, ma anche per aggiornare utenti, familiari e caregiver, dopo l’accesso al triage. "Tra gli obiettivi che ci poniamo introducendo la figura del caring assistant in pronto soccorso c’è sicuramente quello di ridurre quelle situazioni che potrebbero favorire l’insorgere di comportamenti aggressivi nei confronti degli operatori sanitari e stabilire una relazione positiva tra i professionisti sanitari e le persone che vengono in ospedale - dichiara il direttore generale, Marco Bosio -. L’obiettivo generale di questo progetto è sperimentare un’accoglienza attiva al fine di prevenire il manifestarsi di situazioni di estrema insofferenza anticipando i bisogni degli utenti attraverso un approccio orientato alla gentilezza, prevenendo e contenendo eventuali sensazione di abbandono che possono sfociare in comportamenti aggressivi e conflitti con il personale. Spesso un gesto di attenzione, una parola o la vicinanza di una persona possono fare molto e rendere meno pesante il vissuto personale in un momento di bisogno di salute".

Spesso, infatti, mentre si attende di essere visitato dal medico o mentre si attendono notizie dei propri familiari cresce l’ansia e diminuisce la pazienza. I medici impegnati nella cura dei pazienti non riescono ovviamente a dedicare tanto tempo ai familiari.

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