Progetto ex Marelli avanti: "Noi, città della salute ma anche dello studio"

Sesto, la Giunta dopo l’annuncio del potenziamento dei servizi per gli universitari. L’edificio ex Impregilo potrebbe essere riconvertito in alloggi per le matricole.

Progetto ex Marelli avanti: "Noi, città della salute ma anche dello studio"

Aperto il cantiere in via Milanese, dove l’ex centrale Enel sarà riconvertita in una struttura da 500 posti letto

"Non saremo solo la città della salute e della ricerca, ma anche dello studio e della formazione", ha detto l’assessore all’Urbanistica Antonio Lamiranda, dopo aver annunciato il potenziamento dei servizi dedicati agli universitari sull’area Marelli, per consentire la permanenza della Facoltà di Mediazione linguistica della Statale di Milano. Così, l’edificio ex Impregilo, oggi di proprietà di un fondo, potrebbe essere riconvertito in uno studentato, l’ennesimo che si appresta a sorgere. A breve inizieranno invece i lavori per la casa degli studenti nel comparto Unione Zero delle Falck a opera di Hines e progettato da Park Associati: 550 alloggi per 700 posti letto, terrazze verdi al 16esimo piano, 5mila 300 metri quadri di spazi comuni (aree studio, sala cinema, palestra, caffetteria e spazio workshop) in uno dei nuovi edifici che si affacceranno su via Acciaierie e la nuova piazza dello Studentato.

Nei mesi scorsi è stato invece aperto il cantiere in via Milanese, dove l’ex centrale Enel sarà riconvertita in una struttura da 500 posti letto per gli universitari fuorisede. Di questi, 72 saranno a tariffe convenzionate che non andranno oltre i 300 euro, andando a garantire il diritto allo studio. L’intervento si estende su circa 17mila metri quadri di superficie complessiva, l’edificio avrà 14 piani e sarà pronto tra circa un anno e mezzo. Una sala studio tecnologica da 200 metri quadri sarà a disposizione anche degli universitari che non alloggeranno nella struttura. "A oggi si è accumulato qualche mese di ritardo, perché Arpa ha richiesto una nuova e ulteriore indagine per la bonifica dei terreni, chiedendo analisi più in profondità rispetto ai 10 metri", spiega Lamiranda. La vera incognita, nella futura mappa degli studentati, riguarda il campus sul modello americano che era stato pensato sulle aree Falck, nell’area di via Trento, dove si sarebbe dovuto insediare il San Raffele. Il progetto, avviato nel 2021, riguardava 70mila metri quadri, di cui 20mila destinati ai centri di ricerca, per un totale 5mila studenti ospitati. "Esattamente un anno fa il Rettore dell’Università Vita e Salute San Raffaele aveva lasciato intendere che noi fossimo in ritardo coi permessi. In realtà siamo pronti da un anno. Restiamo in attesa che il Gruppo San Donato ci faccia sapere cosa intende fare con quel progetto e con quella area".

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