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19 apr 2022

Presidente Aler, incarico senza tempo

Emendamento della Lega per togliere al mandato ogni scadenza prestabilita. Di Marco (M5S): mica è il Papa

giambattista anastasio
Cronaca
Angelo Sala è stato nominato presidente di Aler Milano a dicembre 2016 e scadrà insieme a Fontana
Angelo Sala è stato nominato presidente di Aler Milano a dicembre 2016

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Milano - Eliminare ogni limite temporale al mandato dei presidenti delle Aler lombarde. È questa la richiesta inserita dal consigliere regionale della Lega, Massimiliano Bastoni, in un emendamento alla legge di Semplificazione 2022.

"Attualmente l’incarico del presidente di un’Aler non può essere rinnovato più di una volta, quindi non si può andare oltre i due mandati – spiega Bastoni –. Il problema è che il mandato scade in automatico allo scadere della Giunta regionale, a prescindere dalla data in cui è inziato. Detto altrimenti: ci sono presidenti di Aler che non riescono a rimanere in carica per l’intero periodo dei due mandati, vale a dire 10 anni, perché sono stati nominati a legislatura regionale già iniziata ma, nonostante questo, il loro mandato scade comunque quando scade la legislatura".

È questo il caso dell’attuale presidente di Aler Milano, Angelo Sala, uomo vicino al Carroccio, che è subentrato al dimissionario Gian Valerio Lombardi il 30 dicembre 2016 – un anno prima che scadesse la Giunta regionale guidata da Roberto Maroni – ed è stato rinnovato nel 2018, una volta eletto Attilio Fontana, insieme al quale andrà a scadenza nel 2023. Nel suo caso, quindi, i due mandati, a meno che non passi l’emendamento di Bastoni, dureranno 6 anni anziché 10. Da qui, come detto, l’emendamento del consigliere regionale della Lega, nel quale si legge che l’obiettivo è "rettificare un’incongruenza" perché attualmente "non si tiene conto del momento in cui la figura presidenziale viene inserita, di fatto limitando – così – la sua operatività temporale". "La modifica proposta – prosegue e conclude l’emendamento – intende assicurare la fondamentale continuità che la stessa figura deve garantire all’azienda. Si richiede, dunque che la funzione del presidente non sia legata ad alcun tipo di limitazione temporanea ma che si basi sulle necessità e i criteri individuati dalla Giunta".

Nicola Di Marco non ci sta: "Inopportuno il blitz della Lega e del centrodestra lombardo – commenta il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle –. Non si capisce come lo stravolgimento del principio presente nella norma possa giovare alla valorizzazione del patrimonio Aler e alla gestione dei servizi. In questi anni non sono stati raggiunti obiettivi convincenti, risultati concreti e miglioramenti tangibili in termini di valorizzazione dell’edilizia pubblica. Invece di vincolare le nomine stesse con gli obiettivi (non)raggiunti, quel poltronificio che sono la Lega e il centrodestra preferiscono concentrare i propri sforzi sulle nomine. Quale sarà il prossimo passo? La nomina a vita del presidente? Equiparandone la durata della carica a quella del Papa o del presidente della Repubblica Popolare Cinese?".

 

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