Porta Garibaldi è ostaggio di baby gang e violenza: “Basta uno sguardo e scoppia una rissa”

Aggressioni continue e provocazioni tra giovanissimi, ragazze e donne molestate: serate e notti sono da incubo

Un deserto inquietante e pericoloso quello a Porta Garibaldi, dove le scorribande di baby gang sono continue

Un deserto inquietante e pericoloso quello a Porta Garibaldi, dove le scorribande di baby gang sono continue

Baby gang in azione a Garibaldi. Spadroneggiano nella stazione ferroviaria – facendo incursioni anche nel vicino food district di piazza Gae Aulenti – alla sera tardi e nel weekend: si azzuffano fra loro oppure prendono di mira altri ragazzi che hanno la sfortuna di incrociare il loro sguardo. "A queste bande, formate soprattutto da giovani di origine maghrebina a cui si uniscono italianissimi, piace importunare. Ti inseguono e provocano come se cercassero di far scoppiare una rissa. Credo che fare a botte sia, per loro, una forma malintesa di virilità", spiega Enrico Panebianco, 20 anni, che alla fermata del Passante di Garibaldi ci viene solo la sera tardi per "scortare", letteralmente, la fidanzata Melissa diretta a Bovisa.

Donne sole, invece, senza un accompagnatore, a una certa ora a Garibaldi (ma il discorso vale anche per le altre stazione ferroviarie) sono come mosche bianche. Romina Salazar, 22 anni, è l’unica che incrociamo fra i pochi avventori del treno diretto a Lodi dopo le 22. “Faccio la cassiera in una discoteca due volte alla settimana, sto andando a lavorare. La macchina non ce l’ho, al ritorno prendo il taxi ma non posso farlo anche all’andata, altrimenti quello che guadagno lo spenderei in corse. L’attesa in banchina è da incubo, gli uomini mi fissano e mi fanno avance. Le proposte spinte mi arrivano comunque, sia che indossi il vestito che la tuta. All’inizio reagivo a muso duro, adesso ho imparato a contenere la rabbia e a tacere: non si sa mai chi hai di fronte".

Le liti in stazione sono una "costante" ribadiscono i viaggiatori e, certe volte, scoppiano anche all’interno delle gang, divise in gruppi avversari. È successo nella serata dello scorso sabato, con tre denunciati alla polizia, un 17enne e un 23enne di origine marocchina, e un 18enne egiziano. La rissa, iniziata in piazza Freud, si è trascinata nell’atrio e poi in banchina, accanto al binario 14, dove sono volate bottiglie: uno dei giovani denunciati ha persino distrutto la vetrina di un bar. L’ultimo episodio di una lunga serie.

Il 22 ottobre c’era stata un’aggressione brutale al termine di un litigio tra un 23enne ucraino e tre ragazzi centroafricani: ad esser fermato un 27enne senza fissa dimora del Mali. La sera del 6 agosto un altro ucraino, Danylo Shydlovskyi, di 19 anni, in piazza Freud era stato sfregiato al volto con un taglierino, al rientro da una gita. I responsabili sono riusciti a scappare. Non è però la sicurezza l’unico problema che affligge il nodo ferroviario, un dedalo fra i 20 binari di superficie e i due sotterranei, con collegamenti ferroviari a breve e lunga percorrenza, l’Alta Velocità, e il Passante, in cui è difficile orientarsi.

"Le indicazioni per raggiungere le banchine non sono chiare e poi non c’è neppure una sala d’aspetto", si lamenta Rocío Curtado, backpacker spagnola, diretta a Torino. Via sempre libera, con un tornello spalancato, nel Passante, dove transitano diverse linee suburbane. Nella desolazione generale, sono diverse le scale mobili fuori uso, quella principale è "ferma da almeno due settimane", si lamenta un ragazzo mentre con fatica trascina sui gradini il suo monopattino.

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