Politecnico di Milano, fermo il progetto del campus Goccia di Renzo Piano: “Ritardi e costi troppo alti”

L’ateneo: “Gli enti preposti non hanno approvato i Piani operativi”. Si torna alla casella di partenza. "Il quadro finanziario è da aggiornare"

Il rendering del campus

Il rendering del campus

Un ostacolo rischia di rallentare il maxi progetto del Politecnico di Milano, il futuro campus Goccia firmato dall’archistar Renzo Piano che realizzerà un nuovo distretto dell’innovazione in zona Bovisa. L’ateneo, come emerge da una determina firmata dal direttore generale Graziano Dragoni, ha revocato infatti il bando di gara pubblicato lo scorso 6 settembre per i lavori di bonifica dei terreni, che dovrà quindi ripartire da zero. Il motivo è messo nero su bianco nella determina. "I progetti posti alla base della procedura ristretta, relativa ai lotti 2A, 2B e 2C – si legge – devono oggi, a procedura in corso, essere modificati in quanto gli enti preposti non hanno approvato i Piani operativi di bonifica presentati". Con i lavori già eseguiti nel lotto 1B, inoltre, "non si sono raggiunti gli obiettivi di bonifica pur avendo saturato i volumi massimi di terreno asportabili".

Un “mutamento della situazione", al momento della pubblicazione del bando "non prevedibile", che rende necessario un "aggiornamento del quadro finanziario richiesto". Una questione quindi di burocrazia, calcoli da rivedere, piani non approvati ed extra costi che costringe a tornare alla casella di partenza, bloccando la procedura e revocando il bando di gara. Un appalto che, come spesso avviene nei lavori affidati da enti pubblici, ha già avuto i suoi strascichi legali. Una delle imprese escluse dalla procedura ristretta, la Daf Costruzioni Stradali, aveva infatti presentato ricorso al Tar per la Lombardia, nel tentativo di essere ammessa alla gara. Gli stessi legali del Politecnico, nel corso del giudizio, hanno chiarito che il bando di gara impugnato è stato revocato, e quindi viene meno l’oggetto del contendere. Tecnicamente un "sopravvenuto difetto di interesse" in quanto con il ritiro del bando "viene meno la stessa possibilità per la ricorrente di ottenere il bene cui aspira".

Come è andata a finire? Il Tar ha dichiarato "improcedibile" il ricorso proprio "per sopravvenuta carenza di interesse", accogliendo la posizione del Poli, ma si è anche espresso nel merito sull’istanza dell’azienda esclusa perché non aveva presentato un documento, il "rapporto sulla situazione del personale" richiesto nel bando alle società con più di 50 dipendenti. L’esclusione dalla gara, secondo i giudici della Prima sezione, "è avvenuta in modo legittimo ed è ben motivata".

Resta, però, un grosso punto interrogativo sulla questione delle bonifiche, che rischia di far slittare l’obiettivo di chiudere i cantieri entro il 2026. Il nuovo maxi progetto si estenderà su un’area di 32 ettari, di cui 23,4 di proprietà comunale e 9,1 del Politecnico. Il primo passo del più ampio intervento di rigenerazione urbana dell’area Bovisa-Goccia-Villapizzone è la riconversione dei due gasometri. I due vecchi scheletri verranno trasformati in due strutture complementari: da una parte laboratori dedicati all’innovazione e all’hi-tech, l’altra allo sport, con una piscina, un campo multi sport e un’area fitness.

Una volta ultimato il campus Bovisa-Goccia-Villapizzone, tra gli edifici industriali ora abbandonati sorgeranno 20 nuovi edifici di quattro piani, alti 16 metri, (il piano terra di tutte le palazzine sarà trasparente e aperto alla città) con un tetto fotovoltaico che richiama la storia dell’area e fa filtrare la luce. L’obiettivo è creare un campus a emissioni zero. Oltre a studenti e ricercatori del Politecnico troveranno casa anche le Scuole Civiche, per la prima volta riunite e con gli interventi in programma nelle stazioni di Bovisa e Villapizzone si cercherà di ricucire il territorio, da Mind allo Scalo Farini.

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