Podcast in classe. Potenzialità da sfruttare

Il podcast è una risorsa apprezzata dagli adolescenti che può essere sfruttata a scuola come canale di una didattica inclusiva. Realizzarlo migliora la dizione e la confidenza con l'esposizione, stimolando gli studenti a imparare, riflettere e governare le emozioni.

Nappo*

Il fenomeno podcast è esploso negli Stati Uniti, tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del Duemila, grazie alla espansione di più economiche tecnologie di registrazione e all’ opportunità di condividere contenuti tramite internet. È certamente un nuovo canale comunicativo con cui stimolare anche gli studenti attraverso contenuti audio ritmati e coinvolgenti e si registra una forte crescita del loro utilizzo pure in Italia: i temi affrontati partono dagli argomenti previsti nei curriculum scolastici per portare i giovani ascoltatori a imparare, ad approfondire e a riflettere. È nei fatti una delle più grandi e importanti novità nella comunicazione e la scuola. Il podcast è risultato d’interesse per i giovani durante il periodo del lockdown, sempre più allievi hanno l’abitudine di mettere le cuffie e ascoltare i programmi preferiti. È quindi un bene sfruttare a scuola questa risorsa che piace agli adolescenti e sperimentare la creazione di contenuti audio come attività che possono essere inserite nei programmi didattici.

La realizzazione dei podcast permetterebbe così agli studenti di esercitarsi nell’uso dell’orale, migliorerebbe la loro dizione e consentirebbe loro di avere una maggiore confidenza con l’esposizione imparando soprattutto a governare le emozioni e l’emotività. Di sicuro gli studenti si sentirebbero motivati ed interessati, in virtù della loro predisposizione all’uso delle nuove tecnologie, e i docenti potrebbero educare all’uso positivo ed efficace delle stesse. Per realizzare un podcast ci vogliono idee originali e argomenti da proporre, bisogna innanzitutto scrivere i testi per poi recitarli in live con il coordinamento di una regia, tutti gli studenti che ne fanno parte devono sentirsi protagonisti, come in una redazione di un giornale. La scuola può e deve usare questo strumento come canale di una didattica inclusiva, certamente è un’attività sfidante che può mettere in gioco le capacità di ognuno.

*Scuola Freud Milano

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