Pieve Emanuele, studente accoltellato: così ha provato a sottrarsi ai fendenti dell’aggressore

Il giovane che ha colpito, un diciottenne, rintracciato in breve grazie alle immagini della videosorveglianza

Pieve Emanuele, 7 febbraio 2024 – Il diciottenne rozzanese, autore dell’aggressione allo studente della scuola per cuochi, pasticceri e direttori di sala, è stato arrestato con l’accusa di lesioni personali aggravate. Al fermo si è arrivati in brevissimo tempo grazie alle indagini di polizia locale e carabinieri. La sede dell’istituto professionale di Afol infatti si trova nello stesso edificio dove c’è il comando della polizia locale.

La chiazza di sangue rimasta a terra dopo l'aggressione
La chiazza di sangue rimasta a terra dopo l'aggressione

Gli agenti intervenuti in pochi minuti non solo hanno probabilmente contribuito a salvare la vita alla vittima, studente 16enne di Vernate ma, grazie all’impianto di videosorveglianza che controlla la città, hanno individuato immediatamente l’autore. I carabinieri della stazione di Pieve e della compagnia di San Donato lo hanno rintracciato in breve e arrestato. Una vicenda che ha sconvolto l’intera comunità pievese.

Le reazioni

“Siamo vicini al ragazzo e alla sua famiglia e la notizia arrivata che sarebbe fuori pericolo ci ha reso tutti felici, anche se resta forte la preoccupazione per quello che sta accadendo – dice Erminia Paoletti, vicesindaco di Pieve Emanuele –. Fondamentale il rapido intervento degli agenti della polizia locale che hanno tamponato l’emorragia del giovane. La scuola è estranea a questo gravissimo episodio. Qui Afol sta facendo un ottimo lavoro, ma ovviamente dovremo intervenire per dare un supporto agli studenti, circa 200, molti dei quali inevitabilmente sono rimasti sconvolti. Il sindaco, la giunta e l’amministrazione tutta sono vicini al giovane studente e alla sua famiglia. E siamo vicini anche ad Afol e alla direzione della scuola che sta vivendo questi momenti angoscianti, a cui dobbiamo solo riconoscere i meriti per la dovuta attenzione che da sempre dimostra verso la scuola e gli studenti tutti".

Sulla vicenda è intervenuto anche l’assessore regionale alla Sicurezza Romano La Russa: "Basta indulgenza nei confronti di giovani che vanno trattati come delinquenti, quali sono. Le colpe possono essere della società, delle famiglie o dell’ambiente in cui sono cresciuti, ma bisogna prendere atto della triste realtà: abbiamo a che fare con giovani, spesso giovanissimi, difficilmente recuperabili. Questo non vuol dire che bisogna interrompere i percorsi formativi che sensibilizzano i ragazzi contro la violenza in ogni sua forma – ha aggiunto La Russa che esprime la sua vicinanza al ragazzo ferito e alla sua famiglia –. La scuola e le famiglie devono naturalmente collaborare e impegnarsi seriamente, senza falso buonismo, per colmare il vuoto educativo di una società che raramente dà esempi positivi ai ragazzi. I rapper che inneggiano alla violenza e alla delinquenza, che si vantano di fare uso di stupefacenti e di girare armati non possono essere il punto di riferimento delle giovani generazioni. Male fanno i media a dare loro spazio e a pubblicizzarne le gesta".

Il precedente

Meno di un mese fa si era registrato a San Donato, dieci chilometri da Pieve Emanuele, un episodio molto simile: due sedicenni, compagni di classe al centro di formazione professionale di via Parri, avevano iniziato a litigare a scuola e proseguito in strada. Dalle parole si era presto passati alle mani, finché a un certo punto uno dei due aveva estratto un taglierino e aveva sferrato più fendenti all’addome dell’altro, ferendosi a sua volta alla testa e al volto nella sua furia. Il primo era stato arrestato per tentato omicidio, il secondo ricoverato in ospedale con una prognosi di 60 giorni.

A chiamare i soccorsi era stato un barista, che aveva portato la sua testimonianza: "Ho visto arrivare un ragazzo pieno di sangue e lo abbiamo soccorso, aveva un taglio al volto e uno alla testa (si trattava dell’accoltellatore, ndr ). Assurdo che gli amici non abbiano chiamato il 118. Poi abbiamo visto l’altro ragazzo a terra al parchetto, perdeva molto sangue e se non fossero arrivati i soccorsi avrebbe potuto morire". Nulla si era saputo sul motivo di tanta ferocia.

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