La ferita mostrata dal 18enne
La ferita mostrata dal 18enne

Milano, 14 aprile 2019 - «Mi hanno colpito forte, sulla testa. Sembravano animali. Io perdevo tantissimo sangue ma sono rimasto lucido grazie all’adrenalina che avevo in corpo. L’ambulanza mi ha portato all’ospedale dove i medici mi hanno cucito le ferite, due tagli lunghi 4 centimetri. Ho 12 punti in testa e una prognosi di 10 giorni». Giorgio, nome di fantasia perché lui chiede l’anonimato, studente universitario di 18 anni, è stato aggredito poco dopo la mezzanotte di domenica 7 aprile mentre era sull’Alzaia Naviglio Pavese in compagnia della fidanzata e di altri due amici. «Otto ragazzi qualificatisi come italomarocchini, intorno ai 20 anni, si sono accaniti su di noi dopo aver chiesto una sigaretta. ‘In Marocco si usa così’, ho sentito. E sono partiti i colpi». Andiamo con ordine.

È passata da poco mezzanotte quando Giorgio è all’esterno di un locale dell’Alzaia Naviglio Pavese, accanto alla sua fidanzata coetanea. Ad alcuni metri c’è un suo amico. «A un certo punto un gruppo si avvicina a lui, chiedendo una sigaretta. Il mio amico risponde ‘non ce l’abbiamo’ e subito viene preso a schiaffi. Io mi avvicino, lasciando la mia ragazza lontano, li invito ad allontanarsi ma scatta il pestaggio». Giorgio ha la peggio. «Erano in otto contro di me e il mio amico, che ha preso un pugno in faccia e se l’è cavata con qualche livido. Io ho ricevuto dei pugni e nel mentre sentivo dei colpi in testa con un oggetto che non saprei identificare. Forse una cassa jbl (cassa bluetooth portatile, ndr), ha raccontato poi chi ha assistito alla scena». Un’aggressione brutale - pochi secondi - finché non interviene un vigilante.

«Il branco è scappato lasciandomi a terra sanguinante. Il vigilante, in strada a controllare che non ci fossero bottiglie né bicchieri di vetro, accorgendosi della scena ha subito chiamato 118 e polizia. Sono stato soccorso e accompagnato al Policlinico dove mi hanno medicato e cucito le ferite. Il giorno dopo ho sporto denuncia ai carabinieri». Il 18enne pensa che l’aggressione non fosse per rapina: «È stata violenza gratuita. Se avessero voluto rapinarci avrebbero potuto benissimo farlo, non hanno puntato né agli smartphone e né ai portafogli, volevano solo farci male. La mia ragazza era scioccata, cerco di farle forza». Questo episodio lo terrà lontano dalla movida? «No, non voglio diventare vittima della paura, continuerò a divertirmi con gli amici. Magari eviterò zona Navigli per qualche settimana. Però non sarebbe male se si incrementassero i controlli: Non vorrei che altri vivessero il mio stesso incubo».