Il padre del bimbo è stato mandato a processo con citazione diretta dal pm Cristian Barilli per abuso dei mezzi di correzione
Il padre del bimbo è stato mandato a processo con citazione diretta dal pm Cristian Barilli per abuso dei mezzi di correzione

Milano, 5 maggio 2019 – Ha picchiato il figlio che, giocando, si era vestito da donna. Il bambino ha undici anni, ma il padre «disapprovava» il modo in cui stava giocando con il fratellino più piccolo di un anno. L’ha colpito con la cintura dei pantaloni, fino a provocargli «evidenti segni sul braccio e sul ginocchio», per via degli abiti femminili che aveva addosso. Per questo un padre di 40 anni nato in Cina, ma che vive con la moglie e i due ragazzini nel milanese, è stato mandato a processo con citazione diretta dal pm Cristian Barilli con l’accusa di abuso dei mezzi di correzione.

La vicenda, come si legge nel capo di imputazione, risale ai primi di giugno dell’anno scorso. L’uomo, secondo la ricostruzione, inizialmente ha rimproverato i figlioletti per quel “travestimento” che non gradiva e che considerava riprovevole. Il più piccolo ha subito ubbidito mentre il maggiore ha continuato a girare per casa con addosso alcuni vestiti femminili, forse trovati nell’armadio della mamma. A quel punto il genitore, davanti anche alla moglie, con la cintura dei pantaloni ha cominciato a colpire il primogenito provocandogli alcuni ematomi che il ragazzino il giorno dopo ha mostrato all’educatore di sostegno.

Subito si sono mossi i servizi sociali del centro alle porte di Milano che ha avvertito la Procura. Le indagini hanno accertato che il contesto familiare in cui vivono i due ragazzini è normale, anche se in questo caso il padre ha, se così si può dire, esagerato. La stessa madre, che ha assistito alla scena delle cinghiate, non ha puntato il dito contro il marito, il quale, interrogato dal pm, per giustificare il suo gesto ha spiegato: «La devianza sessuale per la nostra cultura, quella cinese, è un fatto di rilevante gravità».