Il prefetto Saccone e il sindaco Sala
Il prefetto Saccone e il sindaco Sala

Trovate questo articolo all'interno della newsletter "Buongiorno Milano". Ogni giorno alle ore 7, dal lunedì al venerdì, gli iscritti alla community del «Giorno» riceveranno una newsletter dedicata alla città di Milano. Per la prima volta i lettori potranno scegliere un prodotto completo, che offre un’informazione dettagliata, arricchita da tanti contenuti personalizzati: oltre alle notizie locali, una guida sempre aggiornata per vivere in maniera nuova la propria città, consigli di lettura e molto altro.  

Milano, 6 gennaio 2021 - Il piano di scaglionamento degli orari della città messo a punto nei giorni scorsi dal prefetto Renato Saccone e dal sindaco Giuseppe Sala non entrerà in vigore da domani, come previsto inizialmente, ma soltanto da lunedì 11 gennaio. Il motivo del rinvio è semplice: i nuovi orari erano stati pensati per consentire agli studenti delle scuole superiori di tornare a fare lezione in aula usando i mezzi pubblici ma minimizzando il rischio che si creassero affollamenti a bordo degli stessi. Da qui la necessità di separare i flussi. Lo slittamento all’11 gennaio delle lezioni in presenza, deciso ieri dal Governo, ha quindi comportato in automatico il rinvio del piano milanese. E anche Atm è giocoforza costretta ad adeguarsi: il piano di potenziamento presentato poco prima di Natale insieme a Trenord partirà già domani eccezion fatta per la parte che riguarda il trasporto scolastico, che invece sarà sperimentata, anche in questo caso, solo a partire da lunedì 11. Domani in Regione è previsto un tavolo tecnico con l’Ufficio Scolastico Regionale per capire il da farsi ma con ogni probabilità Palazzo Lobardia sceglierà di adeguarsi alle scelte del Governo senza optare per altre date.

Nel dettaglio, il piano concordato dalla Prefettura e dal Comune prevede tre fasce orarie. Entro le 8 del mattino dovrà esaurirsi l’ingresso in aula della prima tranche di studenti delle superiori ma anche l’apertura delle attività manifatturiere e dei centri direzionali. Nell’ipotesi di un rientro in aula del 50% degli studenti, si è ipotizzato che entro le 8 entri il 40% dei ragazzi. Quindi la fascia delle 9.30: solo a partire da quest’ora si potrà provvedere a far entrare negli istituti la parte rimanente degli studenti e ad aprire le filiali di banche, assicurazioni, servizi e uffici finanziari nonché gli uffici della pubblica amministrazione. Infine l’ultima fascia oraria individuata nel piano di Prefettura e Comune, quella dopo le 10 del mattino, riservata all’apertura al pubblico di tutti i negozi che non vendono geneari alimentari, degli studi professionali e di consulenza nonché delle università. Orari e scaglionamento che, come detto, saranno realtà soltanto dall’11 gennaio, solo quando gli istituti potranno tornare ad aprire le loro aule ai ragazzi. 
Quindi il capitolo Atm. L’Azienda di Trasporto ha provveduto ad ampliare la propria flotta in due modi: reclutando 100 bus di realtà private solitamente impiegati per il trasporto turistico ma attualmente inutilizzati a causa della crisi provocata dal Coronavirus e rimettendo in strada una cinquantina di mezzi propri fino a qualche mese fa destinati alla dismissione. Grazie a questa iniezione di mezzi saranno attivati 60 bus navetta che ogni giorno trasporteranno in via esclusiva gli studenti di 32 scuole superiori di Milano e di altre 7 scuole superiori del primo hinterland garantendo il collegamento tra gli stessi istituti e le fermate della metropolitana ed evitando, così, che gli stessi tragitti siano compiuti dai ragazzi attraverso le linee ordinarie col rischio che si crei folla a bordo. Questa parte del piano entrerà in vigore soltanto dall’11 gennaio, come ovvio. Nel frattempo Atm ha comunque inviato agli istituti interessati le mappe in cui si specifica dove saranno posizionate le fermate delle navette fuori dagli istituti.

mail giambattista.anastasio@ilgiorno.net