di Alessandra Zanardi "I percorsi ciclabili a volte sbucano su strade ad alta percorrenza. E manca una segnaletica adeguata. Sono situazioni di potenziale pericolo". A ribadirlo è la Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta) dopo l’incidente costato la vita a un cicloamatore di Melegnano, Gabriele Gatti (nella foto), 73...

di Alessandra Zanardi

"I percorsi ciclabili a volte sbucano su strade ad alta percorrenza. E manca una segnaletica adeguata. Sono situazioni di potenziale pericolo". A ribadirlo è la Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta) dopo l’incidente costato la vita a un cicloamatore di Melegnano, Gabriele Gatti (nella foto), 73 anni. Nella mattinata di domenica l’uomo stava percorrendo in bicicletta la via Emilia, all’altezza di Lodi, quando è stato urtato da una Fiat Punto. "Saranno le indagini a stabilire quanto successo - dicono i presidenti di Fiab Lodi e Fiab Melegnano, Giuseppe Mancini e Diego Segalini -. Vogliamo utilizzare questa tragedia per evidenziare che la viabilità del nostro territorio si è profondamente modificata negli ultimi anni a causa di grandi e impattanti infrastrutture che spesso rendono irriconoscibili strade storiche e famose, come la via Emilia. La grande viabilità tiene molto poco conto del fatto che magari si taglia in due un territorio, rendendo impossibile il collegamento in sicurezza tra un punto e l’altro, se non con l’auto.

Troppo spesso c’è poca attenzione agli elementi accessori che rendono più sicuro l’andare in bicicletta: la segnaletica di direzione e l’illuminazione". "La gran parte della rete ciclabile che pure esiste nel nostro territorio - proseguono - manca quasi sempre di una segnaletica specifica che indichi quale direzione prendere per evitare, ad esempio, arterie troppo trafficate. Chi usa la bicicletta come mezzo di trasporto almeno una volta si è trovato in difficoltà lungo tragitti non conosciuti, che improvvisamente sbucano su strade ad alto scorrimento, senza per altro poter tornare indietro".