Patto per l’integrazione delle persone autistiche

Il progetto "In and Aut" a Cinisello Balsamo promuove l'inclusione attraverso interventi per tutte le età, dalla scuola al lavoro, con focus su sport e cultura.

Patto per l’integrazione delle persone autistiche

Patto per l’integrazione delle persone autistiche

Diffondere una cultura inclusiva, in ogni ambito della vita comunitaria. È l’obiettivo del progetto “In and Aut, insieme per non stare fuori“, che ha ottenuto un finanziamento dalla Regione, risultando nei primi 5 posti fra i quasi 60 presentati. Il programma è stato pensato e costruito secondo la metodologia della co-progettazione. L’azienda speciale consortile Insieme per il Sociale è il capofila di una partnership composta dai servizi sociali comunali, cooperativa Solaris, cooperativa Arcipelago, cooperativa Orsa, la parrocchia dei Santi Nazaro e Celso di Bresso, l’associazione Gruppo accoglienza disabili, l’associazione sportiva dilettantistica G.S. Bresso 4 e la cooperativa sociale Progetto integrazione. "Ecco un esempio, insieme ad altre iniziative, messe in campo da Ipis con i quattro Comuni dell’ambito per diffondere una cultura inclusiva in ogni ambito della vita", commenta l’assessore al Welfare e presidente del consorzio Riccardo Visentin (nella foto). Sono state previste 4 linee di intervento che idealmente seguono il percorso di vita di una persona. Per quanto riguarda l’età evolutiva sono previsti interventi che, partendo dall’esigenza di integrare l’esperienza scolastica con la spinta alla socializzazione, favoriscano l’inclusione dei bambini con disabilità e l’apprendimento di modalità relazionali inclusive nei bambini senza disabilità, fornendo occasioni ricreative, culturali e sportive, sostegni al percorso scolastico e spazi di confronto e tutela per le famiglie del territorio. "In quest’ottica sarà potenziato il lavoro culturale garantito dalla scuola, attraverso interventi diretti di personale specializzato nei luoghi in cui si progetta l’integrazione con l’obiettivo di sostenere educatori, genitori, insegnanti e ragazzi", spiega il consorzio.

Per l’età giovane e adulta ci sarà l’accompagnamento dei disabili verso la prosecuzione di attività condivise in ambito extrascolastico e lavorativo. In questo caso, lo sport diventa esperienza centrale "per favorire la cultura inclusiva, affiancato da esperienze artistiche e di condivisione di spazi di socializzazione, benessere psicofisico e riflessione culturale". Laura Lana

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