BARBARA CALDEROLA
Cronaca

Un anno fa la “strage” di alberi: il Parco Uboldo torna a splendere

Cernusco sul Naviglio, il complesso era stato chiuso nel luglio scorso per motivi di sicurezza. Nel giardino della villa diventata casa di cura si possono ammirare le opere donate dal banchiere filantropo

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Cernusco sul Naviglio (Milano) – Rinasce il Parco Uboldo dopo la strage di alberi di un anno fa. Il pubblico torna nello storico giardino di inizio Ottocento, museo all’aperto con opere del mecenate Ambrogio Uboldo sparse nel verde. Una passeggiata nella storia tornata a disposizione dopo un lungo lavoro di ripristino. Tutta colpa dell’ondata di maltempo del luglio 2023 che aveva flagellato la Martesana, e anche Cernusco per sistemare i danni era finita “sotto i ferri“.

I nubifragi estivi avevano abbattuto 450 alberi, molti proprio nel polmone affacciato sul Naviglio. Il parco è stato chiuso 11 mesi per motivi di sicurezza. Tempo necessario per rimuovere le piante morte o pericolanti e per sostituirle con nuovi esemplari, riseminare i prati, pulire e consolidare gli argini del laghetto interno e verso il canale. Da qualche giorno, quando il bollettino meteo lo permette, gli affezionati sono tornati a godersi l’oasi, dopo il taglio del nastro con Daniele Restelli, assessore all’Ambiente in fascia tricolore per sottolineare l’importanza dell’appuntamento. Al suo fianco, lo storico di casa Mauro Raimondi, che ha accompagnato tutti alla scoperta di nuove e antiche essenza arboree, e Alessandro Duca, dirigente del Comune che si è addentrato negli aspetti tecnici dell’intervento.

Un tour alla scoperta del tesoro che il ricchissimo banchiere-filantropo volle a completamento della sua villa poi diventata casa di cura per poveri. Tanti pazienti ignorano di occupare stanze realizzate fra il 1808 e il 1816 su disegno dell’architetto Camillo Rougier – cugino dell’Uboldo – che si ispirò a un modello illustre: la milanese villa Belgiojoso, poi Reale, di Leopoldo Pollack. Dal 1877 è diventata ospedale con parco all’inglese, l’altro pallino del protettore. Un giardino romantico che fu un modello in Lombardia.

E che è tornato ad accogliere i cernuschesi con la sua vegetazione disposta solo all’apparenza in modo irregolare, che regala un’illusione ottica dilatando lo spazio, mentre la spianata di erba davanti alla villa-nosocomio è l’avvio di un cannocchiale sul Naviglio, nel tempo interrotto dalla vegetazione. L’intenzione del fondatore, perfettamente preservata, fu quella di dar vita a un paesaggio-opera d’arte accostando elementi naturali,(il bosco, il lago, la grotta con il “tempio della notte“) a costruzioni in stile come la finta facciata di chiesa gotico-lombarda, il ponte merlato, le serre medioevali e una collezione di sarcofagi, putti, stemmi e colonne oggi tornati fra le tappe dei curiosi.