Parcheggio “dei sospiri“. Riapre il primo piano

Melzo, inaugurati 93 posti auto dopo lavori interminabili e due fallimenti. Problemi con la falda per la parte più bassa dell’autosilo chiuso da otto anni .

Parcheggio “dei sospiri“. Riapre il primo piano

Parcheggio “dei sospiri“. Riapre il primo piano

Aveva chiuso i battenti definitivamente nel 2016, dopo vent’anni di aperture a singhiozzo, allagamenti continui, problemi strutturali e il fallimento in sequenza di due gestori. Porte riaperte dall’altro giorno al parcheggio interrato di piazza Risorgimento (nella foto), reduce di una lunga stagione di cantieri per l’impermeabilizzazione e la messa in sicurezza, e da qualche mese affidato a un nuovo gestore. È un primo importante step. La riapertura riguarda infatti per ora solo i 93 posti auto al primo piano interrato, teatro del lungo cantiere degli ultimi due anni. Per il secondo piano, sin dall’inizio “sprofondato“ in una zona difficile di falda alta, l’operazione si prospetta più complessa e sarà condotta definitivamente in porto in un secondo tempo.

Nel frattempo, si festeggia. "Il primo piano del silos è completamente disponibile – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Lino Ladini, presente all’inaugurazione e al primo “giro“ nella struttura risanata insieme al sindaco Antonio Fusé, alla giunta comunale e ai nuovi gestori –. Oltre 90 posti che danno un’importante risposta al bisogno di posti auto nella zona centrale. In aprile sarà attivata dal gestore la modalità in abbonamento mensile e annuale per 30 posti complessivi. Nel frattempo stiamo valutando soluzioni per il secondo piano, ma ci lavoreremo con calma, ci sono ancora problemi tecnici da risolvere".

La cronistoria di questa struttura è lunga e travagliata. La realizzazione risale agli anni Novanta, la zona scelta per il silos quella, centralissima, di piazza Risorgimento, davanti all’allora cinema Centrale, oggi Teatro Trivulzio, a due passi dal municipio e dalle piazze. Da subito, i problemi d’allagamento, ripetuti, e i lunghi periodi di chiusura. In seguito alcuni cambi di gestione, i fallimenti, e poi la serrata. Qualche anno fa l’acquisizione del complesso da parte del Comune e l’avvio dell’operazione ripristino a cura di un’impresa specializzata. Operazione tutt’altro che semplice. Efficace la definizione del silos che diedero, tre anni fa, i tecnici incaricati durante un incontro pubblico di presentazione dei progetti: "Questo parcheggio è come una tinozza bucata in una vasca piena d’acqua". Nel corso dei lavori è stato indispensabile censire e riqualificare radicalmente pareti e paratie a rischio infiltrazione. La riapertura era già stata annunciata nei mesi scorsi, è stata ritardata dagli ultimi intoppi burocratici in fase di gara e da un ricorso al Tar, ostacolo poi superato, presentato da un operatore escluso.

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