Pane Quotidiano senza contratto: "Chiediamo una soluzione-ponte"

Nell’ex casello di viale Monza, comunale, la convenzione è scaduta nel 2021 e il bando è andato deserto

Pane Quotidiano senza contratto: "Chiediamo una soluzione-ponte"
Pane Quotidiano senza contratto: "Chiediamo una soluzione-ponte"

di Marianna Vazzana

L’avviso pubblico per la nuova concessione dell’ex casello daziario di viale Monza 335 di proprietà del Comune, che dal 1994 è la seconda sede dell’associazione Pane Quotidiano, era scaduto il 16 febbraio 2022. Sono passati quasi due anni da allora. Il bando? È andato deserto. Pane Quotidiano continua a esserne di fatto l’inquilino ma senza contratto in mano. "Formalmente siamo occupanti", spiega Luigi Rossi, vicepresidente della onlus fondata a Milano nel 1898 con l’obiettivo di assicurare generi alimentari di prima necessità a chi ne ha bisogno e che serve 5mila persone al giorno nelle due sedi di viale Toscana e viale Monza. Ogni mattina, dal lunedì al sabato, le persone in difficoltà ricevono un sacchetto con pane, latte, yogurt, salumi, pasta, sugo, formaggio, alimenti in scatola, frutta e verdura e anche qualche dolcetto. E "in viale Monza – evidenzia il presidente della Fondazione Pier Maria Ferrario – la coda si allunga fino a 2.500 persone al giorno". Un’attività che va avanti nell’ex casello anche se nel 2021 il contratto di Pane Quotidiano era arrivato a naturale scadenza.

L’Amministrazione, allora, aveva pubblicato un avviso pubblico per la nuova assegnazione, confermando l’interesse a mantenere nel quartiere Villa San Giovanni, in fondo a viale Monza, la presenza "di attività di aiuto alimentare e sussidiarietà sociale impegnando il prossimo gestore a un intervento di ristrutturazione dell’immobile e a una riqualificazione delle aree esterne". Chiunque si fosse aggiudicato il bando avrebbe quindi continuato a contrastare la povertà alimentare ma nello stesso tempo avrebbe dovuto apportare miglioramenti al sito, limitando l’impatto sulle aree attorno. Anche perché il comitato di quartiere da tempo chiede un cambiamento, lamentando problemi di igiene e decoro all’esterno della struttura. Pane Quotidiano non ha partecipato per una riassegnazione. Come mai? "La concessione d’uso – spiega Rossi – sarebbe stata di 9 anni dalla stipula della convenzione. Il canone annuo sarebbe stato di circa 8mila euro (base d’asta) ma ci saremmo dovuti occupare di interventi di ripristino strutturale e di restauro architettonico di un immobile che ha bisogno di molti lavori. Gli sponsor ci avrebbero anche aiutato, ma non per una concessione d’uso di così breve durata. Non era sostenibile. Impossibile per noi partecipare a queste condizioni". E nessun altro ha partecipato, tanto che il 25 marzo 2022 il Comune, in una determinazione dirigenziale, ha "preso atto dell’assenza di domande di partecipazione".

Da allora quindi la situazione è di stallo. "Si potrebbe trovare una soluzione temporanea, in attesa di un nuovo bando", conclude Rossi. Nel frattempo, apprendiamo, la onlus continua a versare il canone come in passato. "L’amministrazione comunale – attacca Gianluca Comazzi, assessore regionale al Territorio e Sistemi verdi, che ieri ha fatto visita a Pane Quotidiano – dimostra il suo totale disinteresse verso una delle realtà sociali più intrinsecamente legate al territorio cittadino. La situazione che sta vivendo la onlus è vergognosa, in un momento in cui la povertà e il disagio sono molto diffusi. Come viene ripagata dal Comune? Con il mancato rinnovo del contratto. Queste realtà vanno sostenute e incentivate e, se il Comune non intende intervenire, lo farà Regione Lombardia". Ma il Comune ribatte che "stiamo già lavorando sull’immobile che era assegnato a Pane Quotidiano, non capiamo la polemica perché non c’è fondamento e la onlus ha anche partecipato a tavoli di lavoro. Il tema della povertà alimentare è importante e il Comune sta lavorando proprio per continuare a dare risposta con progetti di lotta allo spreco e risposta alle persone più fragili".

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