I lavori al PalaLido
I lavori al PalaLido

Milano, 16 aprile 2019 - Storia di una candidatura pensata per alcune settimane, ufficializzzata e presentata in una manciata di giorni, bocciata in poche ore. E “nascosta” per alcuni mesi, forse per evitare brutte figure, fra rabbia, rimpianti e molti imbarazzi. Con un Comitato regionale (quello lombardo degli sport paralimpici) che mugugna definendo il tutto «la solita barzelletta all’italiana» e il Comune di Milano che prova a difendersi. Colpa della burocrazia? Della mancanza di comunicazione? Di madre natura? No, più semplicemente di una “rampa”, quella per i disabili, un po’ troppo ripida. E che non può essere modificata.

La cosa fa quasi sorridere (in realtà c’è ben poco di divertente nella vicenda) se si pensa che la grande occasione persa da Milano, nelle settimane in cui si spinge per le Olimpiadi invernali del 2026, riguarda proprio una disciplina per portatori di handicap: Coni e Federazione Italiana Basket in carrozzina avevano appoggiato la volontà del capoluogo lombardo di ospitare i prossimi Campionati Europei di Basket in Carrozzina, in programma da fine agosto, ma la commissione internazionale, dopo le verifiche fatte mesi fa, ha detto «no».

Il Palalido, gioiellino dell’impiantistica sportiva meneghina, appena ristrutturato e pronto per essere inaugurato, non ha tutti i requisiti richiesti. Soprattutto, e questo come si diceva è il paradosso visto l’evento, le rampe d’accesso per i disabili non vanno bene. Poco agevoli. «Purtroppo è tutto vero – conferma Pierangelo Santelli, presidente del Comitato regionale lombardo sport paralimpici –. Il problema principale sono proprio le rampe, che hanno una pendenza quasi del 20%. Pericolose anche per persone normali qualora fossero scivolose, impraticabili per la situazione, visto che da lì dovrebbero passare 300 carrozzine. E parlo solo di giocatori e dirigenti, senza considerare spettatori disabili».

Già, perché la più importante manifestazione continentale avrebbe dovuto ospitare da fine agosto 12 nazionali maschili e altrettante femminili. Un appuntamento di prestigio, importantissimo dal punto di vista sportivo perché assegnerà i pass per le Olimpiadi di Tokyo 2020. E invece dopo la bocciatura nel sopralluogo di settembre (subito dopo la fine dei campionati del mondo di Amburgo, con gli azzurri undicesimi), il Comitato Internazionale ha assegnato la manifestazione alla Polonia, con rammarico dei dirigenti italiani. «Quel che fa rabbia – attacca Santelli – è che il nostro architetto già un anno e mezzo prima del pasticcio, nel 2016, aveva evidenziato il problema delle barriere architettoniche. Gli fu risposto che non si potevano fare modifiche. Ora sento parlare di dispiacere e imbarazzo, ma diciamolo chiaramente, non c’è stata alcuna accortezza nel fare questi scivoli che conducono nel parterre, né volontà di cambiare. Né convince la soluzione di ripiego proposta, cioè ascensori-montacarichi che portino le carrozzine ad un livello più alto del palazzetto. Forse non ci si rende conto che qui si parla di gente con gravi disabilità...». A tutto questo si aggiunge un’incomprensione fra gli stessi organizzatori: «La Commissione Internazionale aveva chiesto la disponibilità di altri due impianti nelle vicinanze – racconta Santelli –, ma qualcuno, senza neppure accertarsi ha detto che non c’erano. E invece il Centro Pavesi e il liceo nelle vicinanze potevano fare da supporto. Peccato mi abbiano informato dieci giorni dopo...»