Milano - L’appuntamento è per domani alle 15 all’Arco della Pace. L’evento è la grande manifestazione milanese “Tempo scaduto“, organizzata dai Sentinelli a sostegno del Ddl Zan contro l’omofobia. Vi hanno già aderito un centinaio di sigle e il sindaco Sala, che non sarà presente perché impegnato a seguire l’ordine pubblico con il questore, nel giorno che prevede anche il rischio di assembramenti per la festa dell’Inter. Luca Paladini è il fondatore dei Sentinelli.
- Si annuncia una manifestazione imponente, cosa vi aspettate, Luca?
“La nostra priorità è che la qualità dell’evento la faccia il messaggio politico. Ma perché ciò avvenga, tutto dovrà svolgersi in assoluta sicurezza. Per questo chiediamo a chiunque sarà con noi domani di anteporre a tutto il senso di responsabilità. Quindi mascherine e distanziamento sociale“.
- Temete degli attacchi?
“Ne sono già arrivati prima di cominciare, ma il succo è che il messaggio deve arrivare dal palco e non da polemiche strumentali. I nostri avversari e coloro che osteggiano il Ddl Zan non aspettano altro per metterci in difficoltà“.
- Veniamo dunque al messaggio.
“Già nel nome della manifestazione (“Tempo scaduto“) c’è tutto il senso della nostra esasperazione. Perché da almeno 25 anni ci viene promessa una legge contro l’odio in questa direzione. Ora che la Camera ha già approvato il Ddl ci siamo davvero vicini, i numero al Senato ci sono. E quelle forze che non ci vogliono permettere di votare, Lega, Fdi e una parte di Forza Italia, scalpitano“.
- Una parte degli azzurri però vi appoggia.
“Sì, alcuni forzisti hanno già votato sì alla Camera e altri lob faranno in Senato. Qualcuno di loro, come Elio Vito, dovrebbe essere addirittura alla manifestazione di domani o venire sul palco“.
L’ha stupita l’appoggio di Alessandra Mussolini?
“Non ce ne frega nulla, sinceramente, come è accaduto per Razzi o altri. Ci è parsa una sporta di operazione mediatica per rifarsi un’immagine. Ora, ci interessa che mondi lontani dai nostri vengano con noi, certo, non è che vogliamo rimanere in un recinto di duri e puri. . Ma non vogliamo che certe persone ci sfruttino per rifarsi un’immagine“.
- Cosa vi aspettate a livello di partecipazione e di contributi?
“In tempi di pandemia è una scommessa. Qui i partecipanti sono come le vite dei gatti, uno vale sette. E dopo il caos seguito alle feste per l’Inter, siamo coscienti dei limiti che abbiamo davanti. Diciamo che a ottobre abbiamo portato 3.500 persone in piazza Scala, sempre per il Ddl Zan. Domani anche solo una persona in più sarebbe un gran risultato“.
- L’endorsement  di Sala e il fatto che domani lui non ci sarà...
“Ero andato di persona a Palazzo Marino a cercarlo per l’appoggio e lui mi aveva dato un sì convinto. Ieri ci siamo sentiti al telefono e ho capito bene la sua esigenza di stare con il questore nel pomeriggio a monitorare l’ordine pubblico. E ho molto apprezzato la promessa che, se sarà rieletto come spero, istituirà la figura di un delegato referente contro le discriminazioni di genere. Scelta di grande importanza“.
- Questo referente sarà lei?
“Me lo stanno chiedendo in molti. Io sono felicissimo che l’auspicabile prossimo sindaco di Milano abbia pensato a un progetto del genere. Ma Milano è piena di figure che, per la loro esperienza, potrebbero ricoprire egregiamente questo ruolo. Che sia io a un altro ha poca importanza“.