"Bach pone una questione che è quella del ruolo del Coni... Io ho un ottimo rapporto con Bach e anche con Malagò, noi continuiamo a lavorare, andiamo avanti". Parole del governatore veneto Luca Zaia. Sul fronte delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, il presidente leghista ieri è stato l’unico politico direttamente coinvolto nell’organizzazione dei Giochi a commentare l’affondo di domenica del presidente del Comitato olimpico...

"Bach pone una questione che è quella del ruolo del Coni... Io ho un ottimo rapporto con Bach e anche con Malagò, noi continuiamo a lavorare, andiamo avanti". Parole del governatore veneto Luca Zaia. Sul fronte delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, il presidente leghista ieri è stato l’unico politico direttamente coinvolto nell’organizzazione dei Giochi a commentare l’affondo di domenica del presidente del Comitato olimpico internazionale (Cio) Thomas Bach.

Ma cos’ha detto, esattamente, il numero uno del Cio? "Siamo molto preoccupati sulla non funzionalità del Coni, il testo unico di riforma dello sport italiano non è conforme alla Carta olimpica. Questo significa che siamo anche molto preoccupati per la preparazione e l’organizzazione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026". Parole pesantissime, quelle di Bach, che aggiungeva: "Capisco che ora il Coni sta cercando un’altra soluzione, per riuscire a soddisfare i requisiti minimi, quindi essere in accordo con la Carta olimpica e soddisfare appieno l’accordo sottoscritto sulla Carta. Speriamo che una soluzione venga raggiunta molto presto, perché Tokyo (I Giochi del 2021, ndr) non aspetta e Milano-Cortina non aspettano".

L’impressione è che i Giochi a Cinque Cerchi sull’asse lombardo-veneto siano finiti nel mezzo della guerra tra il presidente del Coni Giovanni Malagò e il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora – con Bach, in questo caso, a far da sponda al primo – sul nodo del testo unico di riforma dello sport che prevede la coabitazione tra Governo, Coni e la società statale Sport e Salute. La guerra Malagò-Spadafora continua senza esclusione di colpi e stavolta di mezzo ci sono finiti i Giochi 2026.

Da Milano, comunque, nessuna reazione, almeno per ora. Il sindaco Giuseppe Sala non commenta, il governatore lombardo Attilio Fontana neppure. L’amministratore delegato della Fondazione olimpica Vincenzo Novari continua a lavorare per far arrivare a pieni giri la macchina organizzativa dei Giochi. La polemica di domenica non ha fatto variare gli appuntamenti già in programma. Oggi è prevista la prima commissione di coordinamento tra il Cio e i vertici delle Olimpiadi Milano-Cortina. La riunione si svolgerà da remoto.

M.Min.