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Cronaca

Milano, gli studenti occupano l’istituto tecnico Maxwell: “Vogliamo un futuro migliore”

Si tratta dell’ennesimo episodio, solo cinque giorni fa l’iniziativa dei ragazzi al liceo classico Carducci

Studenti fuori dal Maxwell occupato

Studenti fuori dal Maxwell occupato

Milano, 8 aprile 2024 – Milano si sveglia con una nuova scuola superiore occupata dagli studenti. Oggi è toccato all’istituto tecnico Maxwell di via Don Calabria.

Le motivazioni

Queste le motivazioni dell’occupazione, contenute in un lungo documento: “È da anni che l’Italia è in un periodo di crisi, basti pensare al debito pubblico, che ha raggiunto i 2.790 miliardi di euro (fine dicembre 2023), aumentando di 18 miliardi nell’arco di un mese (inizio dicembre 2023=2.772 miliardi di euro). A causa di questo rincaro, che va avanti da anni ormai, la qualità della vita si sta abbassando, aumentando però il prezzo. E a pagarne il prezzo non siamo solo noi cittadini, ma le nostre infrastrutture ed i nostri servizi. Basti pensare alla sanità pubblica, con strutture non all’altezza e tempi di attesa troppo lunghi, o all’istruzione, con studenti non stimolati, una scarsa digitalizzazione ed edifici decadenti. In quanto studenti, ed ancor prima come cittadini, noi protestiamo, appellandoci all’Articolo 21 della Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.[…]”.

"La nostra forma di protesta si traduce nell’occupazione dell’istituto Maxwell. Abbiamo deciso di arrivare a questo gesto poiché negli ultimi anni, tramite cortei, picchetti e proteste non siamo mai stati ascoltati, anzi in certi casi ci hanno ridicolizzato, ignorato o peggio attaccati, come successo alle manifestazioni pro-Palestina sotto le sedi Rai. Protestiamo, perché speriamo in un futuro migliore per noi, per l’Italia e per il mondo; desideriamo un futuro radioso da vivere, e non uno tumefatto da ricostruire. Noi chiediamo: una maggiore attenzione alla salute mentale degli studenti; una modifica alle valutazioni; una vera applicazione della meritocrazia; un rapporto diverso con i docenti; una maggiore attenzione al PCTO; miglioramenti alle infrastrutture scolastiche; un diverso investimento dei beni da parte del governo”.

I precedenti

Si tratta solo dell’ultimo caso, in una stagione ricca di iniziative studentesche: solo il 3 aprile era accaduto al liceo classico Carducci di via Bertolo. Un mese fa la tesa occupazione del Parini: la sesta occupazione dell'anno a Milano aveva visto il classico di via Goito occupato dagli studenti del Collettivo Rebelde, nonostante il tentativo di alcuni professori e di un gruppo di studenti di entrare nell’istituto per seguire le normali lezioni ed effettuare i test Invalsi in programma per oggi. Alcuni momenti di tensione si erano registrati all’ingresso del liceo proprio mentre i docenti cercavano di “sfondare” il blocco messo in atto dagli studenti. In particolare un professore era stato ripreso in un video mentre alza l’ombrello, che teneva in mano, in mezzo alla folla di ragazzi. In quel caso il preside Massimo Nunzio Barrella era riuscito a entrare e poco dopo il blitz si era affacciato dalla finestra sopra l’entrata, sotto alla quale erano riuniti gli studenti che non hanno accettato l’occupazione, dichiarandosi “prigioniero politico”.

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