GIAMBATTISTA ANASTASIO
Cronaca

Oasi protette gestite dai cacciatori. Le opposizioni: oltre ogni decenza

In Regione è scontro sugli emendamenti firmati da Massardi (Lega) e Bravo (FdI) e approvati in commissione

Oasi protette gestite dai cacciatori. Le opposizioni: oltre ogni decenza

Oasi protette gestite dai cacciatori. Le opposizioni: oltre ogni decenza

Permettere ai cacciatori di gestire le oasi di protezioni tramite le loro associazioni, ma anche di recuperare gli uccelli feriti durante la battuta di caccia e usarli come richiami vivi (quindi come esche per altre prede) nonché di cacciare i cinghiali anche al di fuori dei comprensori alpini e anche quando sono coperti di neve. Infine, riecco il tentativo – come già l’anno scorso – di affidare ai soli veterinari i controlli sugli anelli di riconoscimento degli stessi richiami vivi. Questo è quanto prevedono quattro emendamenti alla prima legge di revisione normativa ordinamentale del 2024 approvati dall’ottava commissione del Consiglio regionale. Emendamenti che hanno provocato la protesta delle opposizioni di centrosinistra e qualche mal di pancia anche nella maggioranza. Nel dettaglio, Carlo Bravo (FdI), vicepresidente della Commissione e cacciatore, ha firmato l’emendamento che consente di affidare la gestione delle oasi di protezione anche "ad associazioni venatorie o ai comitati di gestione di ambiti territoriali o comprensori alpini di caccia" e quello che prescrive che "il maneggio del richiamo vivo per le operazioni di accertamento deve essere effettuato da un medico veterinario dipendente dal dipartimento dell’ATS". Floriano Massardi (Lega), presidente dell’ottava, ha invece firmato l’emendamento che vuole autorizzare i cacciatori "ad usare come richiami vivi gli uccelli feriti nell’esercizio dell’attività venatoria, purché non accecati e mutilati" e quello relativo all’estensione della caccia agli ungulati.

"Le oasi protette affidate in gestione ai cacciatori, gli anellini dei richiami vivi controllati solo da un veterinario, escludendo qualsiasi divisa, e, ancora, uccellini feriti dai pallini dei cacciatori curati e riutilizzati come richiami vivi: gli emendamenti presentati dalla destra a firma Bravo e Massardi, già noti per posizioni sull’attività venatoria per nulla condivisibili, fanno rabbrividire. Ci auguriamo che in Consiglio la maggioranza concordi con noi che siamo oltre il limite della decenza", dichiarano Matteo Piloni e Marco Carra, consiglieri regionali del Pd. "Ennesimo assalto della Lega e di Fdi al patrimonio faunistico lombardo – attaccano le consigliere Paola Pollini (M5S) e Michela Palestra (Patto Civico) –: quattro emendamenti improponibili. La cattura di animali in libertà per usarli come richiami vivi è vietata dalla legge. La maggioranza sta trascinando la Regione in dolorosi contenziosi per violazione di norme nazionale ed europee".