Giochi per bambini, attività varie: 55 famiglie da sostenere, “adottate” da nonni ed educatrici
Giochi per bambini, attività varie: 55 famiglie da sostenere, “adottate” da nonni ed educatrici
di Laura Lana Nonno e nonna, ma di comunità. I volontari dell’Auser di Sesto hanno infatti "adottato" 55 famiglie da quando è nato il progetto che ha fatto incontrare generazioni diverse, supportate da un’equipe di partner qualificati come Cooperativa Lotta contro l’Emarginazione, La Grande Casa, Fondazione Asilo Mariuccia, Comune e, per una prima formazione, anche Università di Milano Bicocca. "L’idea è quella...

di Laura Lana

Nonno e nonna, ma di comunità. I volontari dell’Auser di Sesto hanno infatti "adottato" 55 famiglie da quando è nato il progetto che ha fatto incontrare generazioni diverse, supportate da un’equipe di partner qualificati come Cooperativa Lotta contro l’Emarginazione, La Grande Casa, Fondazione Asilo Mariuccia, Comune e, per una prima formazione, anche Università di Milano Bicocca. "L’idea è quella di vedere i nonni come fattore di potenziamento delle comunità - spiega Tina Residenti, una delle volontarie -. Siamo riusciti a non fermarci mai, neanche con il Covid, organizzando anche momenti di festa condivisa, per Natale e anche per questo Carnevale".

Giochi e laboratori al giardino di via Tonale, dove già in epoca pre-pandemia erano stati organizzati momenti diversi: per i bambini 0-3 anni che non frequentano i servizi all’infanzia e per i 3-6 anni insieme alle loro famiglie tra merende, spettacoli, giochi ma soprattutto momenti di confronto, anche intimo, con i genitori. I nonni di comunità condividono il proprio tempo, mettendosi al servizio delle famiglie, leggendo una storia, giocando con i barattoli di latta e il tiro al bersaglio, accompagnando i piccoli a scuola o in piscina quando i genitori non potevano. "Abbiamo cercato di preservare i più anziani e fragili, in questo momento di emergenza sanitaria, ma le attività sono andate avanti, sfruttando gli spazi aperti: in via Tonale hanno ruotato piccoli gruppi in laboratori tematici - racconta Cecilia Dotti, coordinatrice del progetto per Colce -. Abbiamo costruito con materiali ecologici percorsi tra gli alberi. Ora, ad esempio, stiamo recuperando parole o locuzioni dei Paesi d’origine delle famiglie, che siano dialetti regionali o lingue straniere. Chiediamo ai bambini di scrivere e disegnare una parola a cui tengono e poi le raccoglieremo tutte". In totale il progetto ha coinvolto 55 famiglie, di cui 45 in difficoltà economica con Isee inferiore a 12mila euro: 10 con entrambi i coniugi lavoratori full time, 21 monoparentali, 35 provenienti da un percorso migratorio, 27 segnalate dai servizi sociali.