"Dobbiamo dire al pubblico di non dimenticare di tornare ai concerti dopo un anno e mezzo". Etienne Reymond, direttore artistico della Filarmonica della Scala, lo ha spiegato poco prima del concerto in piazza Duomo diretto da Riccardo Chailly. Il tradizionale “Concerto per la città“, un regalo della Scala ai milanesi, acquista un significato ancora maggiore in epoca di pandemia. A partire dall’organizzazione con posti contingentati, 2.500 i posti a sedere gratuiti per lo spettacolo che, arrivato alla nona edizione, è ormai una tradizione milanese. Biglietti andati esauriti in pochi giorni. Tanto che molti passanti si sono fermati alle transenne per ascoltare il programma iniziato con l’italiana di Mendelssohn. "Sarebbe bello - ha aggiunto Reymond - poter fare in Italia come in Svizzera dove con Green pass e mascherine si sta tutti dentro". "Bisogna aiutare il mondo della cultura" che con la pandemia è fra "i più penalizzati", ha ribadito il sindaco Giuseppe Sala. L’Italia è stato il motivo conduttore del concerto, in diretta su Rai 5, Italia vista e immaginata dai più grandi compositori da Mendelssohn a Cajkovskij a Prokof’ev.