DANIELE DESALVO
Cronaca

Lombardia, 1.500 neonati in meno in un anno. Perché? Chiudono i punti nascita

Dieci reparti ospedalieri rischiano la serrata dopo il drastico calo di parti dal 2021 al 2022

Sempre meno neonati in Lombardia

Sempre meno neonati in Lombardia

Le cicogne che nel becco tengono un fagotto con dentro un neonato solcano sempre meno i cieli lombardi. Nel 2022 in Lombardia sono nati 67.367 bambini, più di 1.550 in meno dei 68.918 del 2021, mentre nel 2020 i fiocchi rosa e azzurri erano stati 69.235 e nel 2019 73.117.

Molte ostetriche rischiano la disoccupazione e i punti nascita la serrata: a livello nazionale tra il 2019 e il 2021 ne sono stati chiusi una trentina; sono scesi da 475 a 442. Altri hanno chiuso i battenti in seguito oppure, a rigore di legge e salvo deroghe, dovrebbero subire la stessa sorte perché non rispettano la soglia minima di garanzia dei 500 parti all’anno. In Lombardia una decina di strutture non la raggiungono: sono poco meno del 20% delle 59 totali, una media comunque migliore del 31% tricolore. La denatalità incombe soprattutto sugli ospedali più piccoli, mentre nei 27 presìdi lombardi più grandi i numeri tengono e si registra il 75% del totale dei parti.

La classifica

Secondo la classifica stilata su Dovemicuro.it – un sito di aggregazione, valutazione e presentazione delle performance e delle attività ospedaliere in Italia – l’ospedale dove si nasce di più in Lombardia è e resta la Clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano, che è anche seconda in Italia con quasi 6mila parti. "L’alto numero di parti eseguiti in un anno si traduce in maggiori garanzie di sicurezza per mamme e bambini – spiega la professoressa Elena Azzolini, medico specialista in Sanità pubblica e membro del comitato scientifico di Doveecomemicuro.it – Un alto volume di attività è quindi tra i fattori di cui tenere conto al momento di scegliere l’ospedale in cui dare alla luce il proprio bambino". Sul secondo gradino del podio lombardo, ma in quint a piazza nazionale, c’è il Papa Giovanni XXIII di Bergamo con 4mila parti. La medaglia di bronzo in Lombardia spetta all’Ospedale dei bambini Vittore Buzzi di Milano con 3mila parti, che valgono il nono posto italiano. Nella top 20 azzurra ci sono poi i Civili e la Poliambulanza di Brescia, il Filippo del Ponte di Varese e la casa di cura privata Fondazione Monza e Brianza per il bambino e la sua mamma, rispettivamente all’11esimo, 13esimo, 16esimo e 20esimo piazzamento tricolore.

Gli altri

Seguono, tra i migliori cinquanta italiani, il San Raffaele, il San Matteo di Pavia, l’ospedale di Seriate, la Macedonio Melloni di Milano, il Sant’Anna di Como e il Niguarda di Milano, mentre tra i primi cento ci sono pure il Carlo Poma di Mantova e l’Alessandro Manzoni di Lecco. Chiudono la graduatoria lombarda l’ospedale di Melegnano, il San Leopoldo Mandic di Merate e il Civile di Voghera tra la 281esima e la 298esima posizione in Italia.