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29 mar 2022

Nello scantinato un’azienda-fantasma

Blitz della polizia locale: denunciati otto cinesi, locali sotto sequestro. Realizzavano tessuti per divani

massimiliano saggese
Cronaca

di Massimiliano Saggese

Scoperto un laboratorio tessile clandestino nella zona industriale di Quinto Stampi. Denunciate 8 persone,e locali posti sotto sequestro. Realizzavano tessuti per poi confezionare divani in uno scantinato dove vivevano almeno una decina di persone, tutte di origine cinese, che erano costrette anche a dormire e mangiare sul posto.

A porre fine all’ennesimo caso di azienda fantasma che sfrutta i lavoratori sono stati gli agenti della polizia locale di Rozzano, diretti dal comandante Samanta Zacconi con un blitz scattato l’altra mattina. Il laboratorio era stato realizzato nei locali di un sotterraneo del magazzino al quale gli agenti sono arrivati dopo meticolose indagini.

Nel laboratorio gli agenti hanno identificato otto persone di nazionalità cinese intente a confezionare divani. Ora sono tutti indagati per cambio di destinazione d’uso dei locali adibiti ad impresa tessile e, allo stesso tempo, anche a dormitorio. All’interno del sotterraneo gli agenti hanno scovato infatti anche materassi, resti di cibo e giacigli utilizzati dagli operai per dormire dopo i turni di lavoro. Sono in corso accertamenti per stabilire chi siano i datori di lavoro e quali le vittime, costrette a lavorare quindi in schiaviutù. Dalle indagini è anche emerso che il locale adibito a laboratorio tessile non era a norma e per questo è stato immediatamente posto sotto sequestro. Due persone del gruppo sono state inoltre segnalate alla Questura perché risultate irregolari e prive di permesso di soggiorno. Quella portata alla luce dagli agenti della polizia locale di Rozzano è solo l’ultima azienda fantasma scoperta nel milanese negli ultimi anni.

Alcuni mesi fa era toccato a Buccinasco. Qui in via della Resistenza tra materassi buttati a terra, lenzuola aggrovigliate, una culla e resti di cibo c’era una fabbrica di lavorazione di prodotti in pelle. Erano in venti costretti a dormire, mangiare e lavorare nello stesso luogo.

E ancora prima ad Opera era stata individuata una sartoria sempre abusiva. Era stato scoperto un laboratorio con annesso dormitorio illegale. Ci vivevano anche qui venti uomini e donne, tra cui una ragazzina minorenne, che erano stati "salvati" dall’intervento della polizia locale.

Un capannone sempre nascosto fra i tanti edifici della zona industriale dove erano stati effettuati dei lavori per ricavare piccoli locali dove far dormire gli occupanti.

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