blitz choc in via Imbonati
blitz choc in via Imbonati

Milano, 20 gennaio 2021 - Picchiato, rapinato e legato mani e piedi all’interno del suo negozio. Interminabili minuti di paura lunedì sera per il titolare di un negozio di telefonia di via Imbonati, un egiziano di 33 anni, che per fortuna non ha riportato gravi conseguenze. Stando a quanto risulta al Giorno , il blitz è andato in scena qualche minuto prima delle 21, proprio nel momento in cui l’uomo stava per chiudere la sua attività per tornare a casa. In due sono entrati all’improvviso, l’hanno pestato e immobilizzato con fascette da elettricista per impedirgli di opporre resistenza o di chiedere aiuto. I malviventi hanno rubato l’incasso di giornata, circa duemila euro, e alcuni dei cellulari esposti in vetrina; quindi, sono scappati dalla porta di servizio che dà sul cortile interno di un condominio, premurandosi però di portar via con loro anche l’hard-disk dov’erano contenute le registrazioni delle telecamere interne di videosorveglianza.

L’allarme è scattato alcuni minuti dopo, quando un parente del negoziante di origine nordafricana, preoccupato perché non riusciva a mettersi in contatto con lui, si è recato in via Imbonati e ha aiutato l’uomo, bloccato a terra con mani e piedi legati, a liberarsi. Il trentatreenne è stato soccorso dai sanitari del 118 e trasportato in condizioni non preoccupanti al pronto soccorso del Niguarda: lievi i traumi, tanto lo spavento per quel raid violento.

In via Imbonati sono poi arrivati i carabinieri del Radiomobile e della Compagnia Duomo, che hanno subito avviato le indagini per arrivare a identificare i due aggressori. Non potendo contare sulle immagini degli occhi elettronici a guardia del negozio, fatte sparite dai due rapinatori (accortezza che fa pensare a delinquenti non proprio alle prime armi), gli investigatori si concentreranno su quelle registrate dalle telecamere presenti lungo la strada, che potrebbero aver ripreso l’arrivo o la fuga di chi ha compiuto l’incursione. Decisiva potrebbe rivelarsi anche la testimonianza della vittima, che potrebbe fornire indicazioni utili per un identikit: non risulta, infatti, che i due avessero il volto coperto, e quindi è possibile che il negoziante abbia notato qualche segno particolare. Dalle modalità della rapina, è probabile che i due non siano entrati in azione a caso, ma che abbiano atteso l’orario di chiusura per agire indisturbati.