Naviglio Pavese, il cortocircuito della Ztl: multe, orari ridotti e 7 locali chiusi

I commercianti contro la scelta del Comune: "I risultati sono pessimi e nessuno ha risolto l’altro problema: via Gola in mano a pusher e abusivi"

Terrazza Furore, storico ristorante della zona
Terrazza Furore, storico ristorante della zona

Milano – “Quer pasticciaccio brutto" della Ztl in via Ascanio Sforza. Almeno a sentire gli esercenti dei locali lungo un lato del Naviglio Pavese, sul piede di guerra da quando, da meno di un anno, sono state sono state accese le telecamere sulla Zona a traffico limitato, già in vigore dal settembre 2021 ma con controlli più soft (prima le violazioni dovevano essere accertate da un agente di Polizia locale).

Il tema ha tenuto banco durante un’infuocata discussione al Municipio 5 una decina di giorni fa. Il fatto è che dallo scorso 15 aprile non è più possibile sfuggire all’occhio elettronico dei due apparecchi, in via Scoglio di Quarto e in via Pavia, che presidiano i varchi dove è attivo il divieto di accesso (Ascanio Sforza da via Scoglio di Quarto a via Conchetta, via Scoglio di Quarto dall’intersezione col parcheggio interrato di corso Manusardi a via Ascanio Sforza, Fratelli Bettinelli, Lagrange, Pavia nel tratto tra Ascanio Sforza e il primo varco utile per l’inversione). Il transito veicolare è vietato (tranne a residenti e a poche altre categorie, come taxi e mezzi di soccorso) solo in certi orari: dalle 19 alle 6 del giorno successivo il lunedì, martedì, mercoledì e giovedì, e dalle 19 del venerdì alle 6 del lunedì (in pratica tutto il giorno nel week end).

Dallo scorso 15 maggio, dopo il periodo di collaudo, l’attività sanzionatoria delle telecamere è andata a pieno regime e "le multe ai clienti – spiegano in coro i gestori interpellati – hanno cominciato a fioccare (il Comune, interpellato in merito, non ha diffuso dati sulle sanzioni, ndr). La zona è diventata un deserto". Con un risultato peggiore delle locuste bibliche: sette attività che hanno smesso di esistere, riduzione generale di orari per risparmiare su personale e utenze, recrudescenza dei reati di strada e chiusura temporanea di uno storico ristorante.

“Per la prima volta in 35 anni rimarremo chiuso per tutto l’inverno. È quasi peggio di quando ci hanno smantellato il barcone. Molti non sanno della Ztl fino a quando non gli arriva la sanzione da 90 euro e una volta scottati poi non ci vengono più. Il Naviglio Pavese sta morendo" dice Giovanna Rosati, fra i responsabili del ristorante ‘Terrazza Furore’ di via Scoglio di Quarto (ex “Frank Pummarola“). È rimasto aperto il ‘Cobà’ su via Ascanio Sforza che è cocktail bar e discoteca "ma le presenze sono diminuite del 50%. In particolare l’happy hour è una tragedia" puntualizza la donna. "O procedono spediti con la pedonalizzazione o tolgono il divieto di accesso alle auto. La Ztl non va bene" s’infervora Giuseppe Cavarro che dallo scorso novembre ha debuttato sul Pavese con “L’altro panino“: "La zona a traffico limitato ha rovinato tutti i miei piani. Presto dovremo modificare gli orari, tenendo aperti pranzo e cena solo nel weekend e facendo due giorni di chiusura. Il problema non è soltanto l’assenza di parcheggi nelle vicinanze: l’illuminazione è scarsa e questo tiene lontane le famiglie con bambini che sono il mio target. Una vera assurdità poi l’assenza di deroghe per il carico e scarico dei commercianti".

“Meno vetrine accese significa anche meno controllo. Infatti c’è un aumento dei reati di strada. L’altra sera tre ragazzi hanno accerchiato una ragazza per rubarle portafogli e cellulare" afferma Midu Tonello, socio dell’Alambique, presente da sei anni. "Fino a sei mesi fa eravamo anche ristorante ma lo abbiamo dovuto chiudere perché non ci stavamo più dentro. Ci è rimasto il cocktail bar ma non sono quanto potremo ancora resistere".

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