Milano, 21 marzo 2018 - «I Navigli riaperti? Ho due kayak in cantina e non vedo l’ora di tirarli fuori e cimentarmi in gara con qualcuno». Giovanni Storti, del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, scherza, ma fino a un certo punto. La battuta del comico, infatti, svela un sostegno vero al progetto di riapertura delle vie d’acqua sostenuto dal Comune.

Non a caso ieri mattina, alla presentazione del libro I nuovi Navigli milanesi. Storia per il futuro di Antonello Boatti e Marco Prusicki all’Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele, Giovanni c’era e non era l’unico comico presente. C’erano anche Enrico Bertolino e Antonio Cornacchione, che hanno partecipato a modo loro all’incontro. Tre testimonial che rendono il progetto di riapertura dei Navigli «simpatico» in partenza. Giovanni e il sindaco Giuseppe Sala si sono concessi anche un siparietto sul palco dell’Urban Center, con il piccolo Giovanni che provava a svettare sul più alto primo cittadino. Scherzi a parte, Giovanni è serissimo quando, a margine della presentazione del libro, dice ai cronisti presenti: «Io sono un fautore di questo progetto. Io sono addirittura un fautore della via d’acqua da Locarno a Trieste. Fino a metà dell’Ottocento il grande battello Eridano navigava su quel tragitto. Dunque ben venga la riapertura dei Navigli, mi piacerebbe molto». Il comico si riferisce al tragitto navigabile che dalla svizzera Locarno porterebbe fino all’Adriatico passando per Venezia e arrivando a Trieste. Un sogno coltivato da anni e che con l’Expo 2015 e le sue vie d’acqua sembrava destinato a diventare realtà. Così non è stato.

La riapertura ai Navigli, però, adesso appare più vicina. Un progetto che cambierebbe i ritmi della città: meno auto nel centro storico, più mezzi pubblici e spostamenti anche in battello lungo le nuove vie d’acqua cittadine. Uno scenario che Giovanni vede di buon occhio: «Milano non è più grigia come un tempo e questo è un bene. Se addirittura rallentasse un po’ e i cittadini potessero godere dell’acqua, sarebbe una città che migliorerebbe sicuramente». Il comico, a questo punto, si dice pronto a tirare fuori dalla cantina i suoi kayak e fare da testimonial del progetto per il Comune: «Perché no. Ci metterei anche duecento o trecento euro». Tra le pagine del libro, intanto, si trova un autorevole sostegno al progetto da parte di un milanese che non c’è più, lo chef Gualtiero Marchesi: «Milano è la più bella città del mondo, lo disse Stendhal quando Milano era circondata dai Navigli, ma io confido nell’impegno preso dal sindaco Sala di riscoprirli. Da bambino ho avuto il piacere di vederli e manca veramente solo l’acqua per far tornare Milano la più bella città del mondo».