Alexei Navalny, alla commemorazione arriva la Digos e identifica i partecipanti: “In che Paese viviamo?”

Milano, polemica per i controlli degli agenti durante il presidio al Giardino Anna Politkovskaya per ricordare il sacrificio del dissidente russo: in arrivo un’interrogazione parlamentare

I fiori e le fotografie di Alexei Navalny deposte ai Giardini Anna Politkovskaya a Milano

I fiori e le fotografie di Alexei Navalny deposte ai Giardini Anna Politkovskaya a Milano

Milano – “Una dozzina di persone voleva onorare con fiori la memoria di Alexei Navalny a Milano sotto la targa di Anna Politkovskaya. Si sono trovati lì degli agenti che li hanno identificati”. Così il senatore del Pd Filippo Sensi racconta quanto accaduto nel pomeriggio di oggi domenica 18 febbraio al Giardino Anna Politkovskaya, tra corso Como e viale Sturzo.

Nel pomeriggio alcuni cittadini si sono ritrovati nei pressi della targa intitolata alla giornalista russa uccisa a Mosca nel 2006 per deporre fiori e delle fotografie del dissidente Alexei Navalny, morto in un carcere di massima sicurezza russo dopo tre anni di detenzione. Sul posto sono arrivati tre agenti della Digos che hanno controllato i documenti a tutti i partecipanti.

Sulla vicenda il senatore dem ha Sensi annunciato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: “Gli chiederemo conto di che Paese siamo”, ha scritto su X. 

Protesta anche da parte l’ex deputato Osvaldo Napoli, della segreteria nazionale di Azione: “La polizia che ha identificato dei liberi cittadini riuniti sotto la targa di Anna Politkovskaja per commemorare Alexej Navalny deve aver sicuramente scambiato quell’angolo di Milano per una strada di San Pietroburgo o di Mosca. Confido che il ministro Piantedosi saprà dare le spiegazioni giuste e, se è il caso, prendere i provvedimenti adeguati”.

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