REDAZIONE MILANO

Musica e speranza al carcere San Vittore: la Prima della Scala unisce detenuti e città

La Prima della Scala trasmessa a San Vittore: musica di Verdi per unire detenuti e città, tra riflessioni e speranza.

La Prima della Scala trasmessa a San Vittore: musica di Verdi per unire detenuti e città, tra riflessioni e speranza.

La Prima della Scala trasmessa a San Vittore: musica di Verdi per unire detenuti e città, tra riflessioni e speranza.

di Andrea GianniMILANOLa musica "ci aiuta ad evadere con la mente e a viaggiare pur stando fermi", ad andare "oltre i muri che ci circondano ma sono soprattutto dentro di noi". È la riflessione di uno dei 73 detenuti del carcere milanese di San Vittore che ieri hanno assistito alla Prima della Scala, seduti davanti al maxi-schermo allestito nello spazio circolare, la Rotonda, da cui si diramano i raggi della casa circondariale. "’La Forza del Destino’ di Giuseppe Verdi ha un legame anche con la nostra storia, tutti noi siamo artefici del nostro destino", prosegue l’uomo, che è anche musicista e insegna tastiera e piano ai "compagni di viaggio".

La nuova direttrice del carcere, Elisabetta Palù, l’ex direttore Giacinto Siciliano e gli agenti della Polizia penitenziaria hanno accolto, tra gli ospiti, magistrati e avvocati, giornalisti, rappresentanti delle istituzioni e volontari delle associazioni che ogni giorno operano al fianco di chi sta scontando la sua pena.

Il numero dei detenuti presenti alla Prima, donne e uomini, è il più alto in assoluto, così come ha raggiunto livelli record (1077) il numero totale delle persone recluse in un istituto che sconta cronici problemi di sovraffollamento. Una Prima scandita dalle "voci quotidiane del carcere" avvertite anche nella Rotonda, come le urla di un detenuto problematico e gli oggetti sbattuti nella cella, in un luogo di sofferenza.

Il ricordo torna alla tragedia dell’anno scorso, quando durante la Prima un egiziano di 46 anni si era impiccato nella sua cella al quinto raggio, mentre il ’Don Carlo’ di Giuseppe Verdi veniva trasmesso in diretta dal Piermarini. Il detenuto era spirato in ospedale nelle ore successive. Un caso che, purtroppo, non è isolato.

"Le criticità sono diverse e chiediamo attenzione verso il nostro mondo – spiega Palù –. Il senso di questo evento è aprire le porte del carcere alla città, creare un ponte tra dentro e fuori che non deve limitarsi al 7 dicembre. È possibile realizzare un evento come questo grazie all’impegno e alla professionalità degli agenti della Polizia penitenziaria".

Ha voluto rivolgere un ringraziamento agli agenti anche l’assessore alla Sicurezza del Comune di Milano Marco Granelli, uno degli habitué della Prima a San Vittore. "È importante investire sulla sicurezza e sul controllo del territorio – sottolinea – ma bisogna pensare anche alla gestione della pena, fare in modo che chi sbaglia possa cambiare vita. Attualmente il tasso di recidiva è del 70%, tre persone su quattro tornano a delinquere dopo la detenzione. Ridurre questo trend significa avere città più sicure".

Tra le autorità presenti parlamentari come Andrea Giorgis, Maria Stella Gelmini e Giusy Versace. La giornalista Lina Sotis, da sempre impegnata per le carceri, rappresentanti dell’Ordine degli avvocati, giudici del Tribunale di sorveglianza, decine di volontari delle associazioni. Le detenute che partecipano a percorsi di formazione professionale nel settore della cucina hanno offerto biscotti e la tradizionale cena dopo la Prima, da 11 anni trasmessa anche nella casa circondariale in piazza Filangieri in una giornata di festa e incontro, nell’ambito del progetto del Comune “Scala diffusa“ per portare l’opera nei quartieri e anche in luoghi di sofferenza come il carcere.

"Sono anch’io un musicista – racconta un detenuto – e spazio su vari generi, dal blues alla trap. Con i miei video voglio lanciare un messaggio positivo ai giovani, allontanarli dalla violenza".