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31 mar 2022

Mufoco via dalla città? "Il sindaco batta un colpo"

Sospese tutte le mostre con effetto immediato. Il Museo di Fotografia. rischia di chiudere

Daniela Gasparini, ideatrice del Museo di Fotografia Contemporanea nel giorno dell’inaugurazione dell’istituzione culturale avvenuta nel 2005
Daniela Gasparini, ideatrice del Museo di Fotografia Contemporanea nel giorno dell’inaugurazione dell’istituzione culturale avvenuta nel 2005
Daniela Gasparini, ideatrice del Museo di Fotografia Contemporanea nel giorno dell’inaugurazione dell’istituzione culturale avvenuta nel 2005

Il Museo di Fotografia Contemporanea è stato lasciato a secco e ora rischia di chiudere per sempre le attività a Cinisello Balsamo. La crisi è latente da tempo, ma nella giornata di martedì si è palesata con un comunicato stampa della Fondazione Mufoco, che gestisce l’archivio e l’area espositiva di villa Ghirlanda, nel quale ha formalizzato la "sospensione delle attività espositive". Un messaggio formale nel quale il consiglio di amministrazione si limita a dire che "la decisione si inscrive nel processo di trasformazione istituzionale che il Museo sta attraversando, collegata al più ampio progetto di nascita a Milano del Museo Nazionale di Fotografia". Dunque sono state sospese con effetto immediato tutte le mostre ed è stata garantita l’attività di studio e consultazione. Alla base della sospensione vi sarebbe il cattivo stato di salute delle casse del museo che, lo ricordiamo, è l’unico archivio pubblico di fotografia esistente in Italia. Il ministero della Cultura aveva garantito un finanziamento da un milione di euro l’anno, ma aveva chiesto alla Triennale di spostare le attività su Milano, di fatto abbandonando Cinisello al ruolo di periferia. Ora anche quel finanziamento appare congelato.

"Cinisello Balsamo, che a gennaio è stata riconosciuta come Città turistica dall’Istat anche perché sede del Museo di fotografia, rischia di vedere chiuso il Museo senza che il sindaco e l’assessore alla Cultura battano un colpo - attacca Daniela Gasparini, ex sindaco e ideatrice del museo che ha aperto nel 2005 -. Non mi risulta infatti ci sia stata nessuna comunicazione in consiglio delle prospettive che si aprivano dopo che il ministro ha riconosciuto il valore nazionale del Museo". Il sindaco Giacomo Ghilardi ha puntato il dito sul consiglio di amministrazione uscente: "Un ultimo gesto del Cda, senza consultare il Collegio dei partecipanti di cui fa parte anche il Comune, che sembra anteporre la tutela dei propri componenti alla continuità dell’attività espositiva del Museo". Già da molti mesi si era parlato di un progetto che prevede il trasferimento di tutte le attività sul territorio del capoluogo milanese. Una ipotesi alla quale né i partiti di maggioranza né quelli di opposizione si sono mai opposti. "Cosa resterà a Cinisello Balsamo? - attacca ora Andrea Catania, ex assessore alla Cultura, del Pd -. Dopo la fuga di Bicocca, non possiamo permetterci di perdere un’altra istituzione culturale. Il sindaco batta un colpo". Ros.Pal.

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