I primi dieci anni del Muba. "Al servizio dell’infanzia. Abbiamo accolto un milione di piccoli"

La presidente Cinzia Cattoni ricorda gli inizi: l’idea è nata nel 1998. Poi il bando vinto per la Rotonda di via Besana, domani ingresso gratuito

Alcune immagini del Museo dei bambini alla Rotonda di via Besana in centro a Milano

Alcune immagini del Museo dei bambini alla Rotonda di via Besana in centro a Milano

Milano, 27 gennaio 2024 –  Dalla morte alla vita. Da luogo di sepoltura a luogo di cultura. Dove prima c’era un camposanto, oggi si gioca a pallone. Il “MUBA- Museo dei Bambini Milano” festeggia i primi dieci anni di attività negli spazi della Rotonda di via Besana.

"È una storia singolare, in effetti. Quella struttura è nata ai tempi della peste per dare sepoltura ai corpi. Sui capitelli delle colonne, infatti, sono raffigurati i teschi. Un luogo di morte è diventato la casa dei bambini per giocare e imparare", dice Cinzia Cattoni, Presidente MUBA. In Italia sono solo quattro i musei per i più piccoli e sono presenti a Verona, Roma, Genova e Milano. La storia di quest’ultimo, però, non è iniziata 10 anni fa, alla Rotonda di via Besana. Ma ancora prima. MUBA nacque 25 anni fa come startup, fondata da un gruppo di donne che, dopo esser state in Inghilterra e negli Stati Uniti, sognavano di aprire a Milano un museo per bambini.

Nella primavera del 1998 riuscirono a portare in Triennale “Soldi!”, una mostra-gioco interattiva per i più piccoli, targandola MUBA. Erano gli anni del cambio di moneta, da lira a euro. L’intento era quello di far familiarizzare i bambini con il denaro attraverso installazioni progettate e pensate appositamente per loro. L’esposizione in soli due mesi registrò più di 25.000 visitatori. Non avendo un posto fisso in cui esporre, il gruppo iniziò a portare le mostre in giro per l’Italia e per l’Europa. Questo fino al 2014, l’anno in cui MUBA, vincendo un bando del Comune di Milano, ha trovato casa e ha iniziato a consolidare il suo progetto.

"Quando siamo arrivati in questa sede dieci anni fa - racconta Cattoni - ci siamo resi conto che in città servivano occasioni per i bambini. Già facevamo delle mostre-gioco per i più piccoli, ma abbiamo deciso di indirizzarle ulteriormente per la fascia prescolare, quindi nido e infanzia. I bambini, giocando con le installazioni, vanno a scoprire il linguaggio del colore". Il Museo, oltre ad essere un centro culturale per i più piccoli, propone anche visite guidate per i licei e corsi di formazione per insegnanti ed educatori. "Ci rivolgiamo a tutte le età. Fa piacere che il nostro spazio venga scelto dalle famiglie per trascorrere del tempo insieme. Sperimentare, creare, costruire. Qui governa l’analogico. In questi anni di attività abbiamo accolto oltre un milione di bambini", spiega Cattoni. Nello spazio è presente anche una stanza, “REMIDA”, dove si può giocare con i materiali di scarto delle aziende, come plastiche, stoffe, tappi che possono essere riutilizzati per comporre. Domani proprio in questa stanza i partecipanti costruiranno, con i materiali a disposizione, i paesaggi narrati da Italo Calvino nel libro “Le città invisibili”. L’ingresso sarà gratuito e sarà possibile visitare, senza pagare il biglietto, anche la mostra-gioco “Colore”.

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