Morto Toni Negri, il ricordo di Mario Capanna: “Quella volta alla Camera che lo proteggemmo dai missini”

Lo storico leader del Movimento studentesco: “Ebbe cadute violentiste ma non fu un terrorista. Più che un cattivo maestro, un maestro con pochi seguaci”

Il 'processo 7 aprile', Toni Negri e Mario Capanna

Il 'processo 7 aprile', Toni Negri e Mario Capanna

Milano – “Ebbe cadute violentiste ma non fu un terrorista. Predicava l'insubordinazione di massa contro le malefatte del capitalismo ma più che cattivo maestro, un cliché obsoleto, io lo definirei un maestro che ebbe pochi seguaci e quando cercò di creare un'influenza nel movimento studentesco milanese alla Statale, noi prendemmo le distanze in modo netto''.

Così Mario Capanna commenta con l'Adnkronos la figura di Toni Negri, morto oggi a Parigi all'età di 90 anni. Leader storico del movimento studentesco negli anni '70 e poi di Democrazia proletaria, Capanna ricorda quando Negri, dopo il 'processo 7 aprile', fu eletto parlamentare nelle liste dei Radicali. ''I deputati del Movimento sociale decisero di organizzarsi per non farlo entrare alla Camera. Noi deputati di Democrazia proletaria ne proteggemmo l'ingresso perché essendo stato regolarmente eletto non stava né in cielo né in terra non farlo entrare, sarebbe stata una prevaricazione antidemocratica. In seguito a questo nostro atteggiamento, i deputati Msi desistettero e alla fine non successe nulla''.

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