Un 63enne muore in casa, il corpo senza vita rimane chiuso nell’abitazione per circa un mese. L’uomo, italiano, viveva da solo nell’appartamento di un palazzo con una ventina di alloggi. Le testimonianze raccontano che la scoperta della morte del 63enne la si debba al tappetino posto davanti all’ingresso...

Un 63enne muore in casa, il corpo senza vita rimane chiuso nell’abitazione per circa un mese. L’uomo, italiano, viveva da solo nell’appartamento di un palazzo con una ventina di alloggi. Le testimonianze raccontano che la scoperta della morte del 63enne la si debba al tappetino posto davanti all’ingresso del defunto, più che all’odore sgradevole venutosi a creare in quell’abitazione che pare non fosse così elevato all’esterno, nonostante il lungo periodo.

A dare l’allarme, l’altro giorno, è stata l’addetta alle pulizie delle scale di quel condominio. La donna ha notato il tappeto davanti alla porta d’ingresso del defunto arrotolato sempre nella stessa posizione da parecchi giorni. Insospettita si é avvicinata alla porta, sentendo quindi l’odore della salma. La donna ha chiamato i carabinieri. Giunti sul posto, secondo le testimonianze, i militari dell’Arma hanno poi fatto intervenire i vigili del fuoco per forzare la porta d’ingresso che era chiusa dall’interno con le chiavi inserite nella serratura.

Una volta in casa, la tragica scoperta. Quanto accaduto è ora al vaglio dei carabinieri del Comando Compagnia di Cassano per far luce sull’intera vicenda. Il corpo del defunto è stato infine trasportato in camera mortuaria all’ospedale di Vizzolo Predabissi, a circa 30 chilometri da Cassano. Il lungo trasporto, effettuato dell’impresa funebre Mauri, ha fatto emergere una vecchia questione mai risolta che riguarda la mancanza di una camera mortuaria cittadina attrezzata per il ricovero delle salme dopo il loro recupero.

Stefano Dati